Torre della cinta muraria cede in alcuni punti, Allegrini: "Necessari 50mila per sistemazione"
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VITERBO - Nessun allarme però, la situazione è monitorata dai tecnici del Comune. La situazione è infatti nota e Palazzo dei Priori si sta muovendo per trovare, a breve, una soluzione. I Lavori Pubblici hanno già provveduto a quantificare i costi dell'intervento di sistemazione, stimati in 50mila euro. 

VITERBO – Crepe per alcune decine di centimetri, visibili a occhio nudo e che danno la sensazione che una parte delle pietre della torre urbica davanti alla scuola superiore Paolo Savi possano venire giù.

Nessun allarme però, la situazione è monitorata dai tecnici del Comune. La situazione è infatti nota e Palazzo dei Priori si sta muovendo per trovare, a breve, una soluzione. I Lavori Pubblici hanno già provveduto a quantificare i costi dell’intervento di sistemazione, stimati in 50mila euro. 

Il fatto che più preoccupa è il riscontro oggettivo di un progressivo aumento delle crepe. Segno che la situazione non è stabile e peggiora. La torre è nel tratto di mura civiche che corre tra Porta della Verità e Porta Romana. Nel 2016 problemi analoghi vennero riscontrati, e poi risolti, nel tratto di Raniero Capocci andando verso piazza del Teatro.

Anche in quel caso, all’epoca era assessore ai Lavori Pubblici Alvaro Ricci, furono necessari circa 50mila euro. Per l’esattezza 58mila. Dal punto di vista tecnico la ditta che vinse l’appalto risolse la situazione con la messa in opera di traversi a livello dell’imposta della volta e di tiranti tramite catene metalliche. Quindi venne realizzata la risarcitura delle lesioni, il ripristino della continuità muraria con interventi di scuci-cuci e il consolidamento del nucleo interno mediante iniezioni a bassa pressione di miscele leganti e l’inserimento di barre inox. Un’operazione che dovrà essere ripetuta anche in questa nuova torre che ha manifestato segni importanti di cedimento.

L’attuale assessore ai Lavori Pubblici rassicura che confida di poter attingere dall’avanzo di bilancio per avere la cifra necessaria a sistemare la situazione. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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