"Toro scatenato" Arena arriva quasi alle mani con Romoli e si mette all'angolo del partito
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VITERBO - Probabilmente tenterà il tutto per tutto al prossimo congresso (c'è chi parla di una sua candidatura come segretario del comune capoluogo) ma le possibilità di riuscita, a chi mastica la politica locale, sembrano essere prossime allo zero. Dopo la sfuriata ad Arena potrebbe essere rimasto il "canto del cigno" dell'ultimo congresso. 

VITERBO – Per fortuna che questi sono i moderati, verrebbe da dire. L’ultima riunione del coordinamento provinciale di Forza Italia finisce quasi in rissa tra Giovanni Arena, sempre più nei panni del celebre “Toro scatenato” di De Niro, e il commissario provinciale del partito Alessandro Romoli. 

Tra i due sarebbero volate parole grosse e si sarebbe andati vicino a qualcosa di simile a uno scontro fisico se non ci avessero messo le mani quattro “anime pie” che hanno accompagnato Arena fuori dalla sala Benedetti della Provincia dove era in corso l’incontro. Non sarebbe la prima volta che Arena si rende protagonista di eccessi di questo tipo. Contattando qualcuno di quelli che c’erano per capire come sarebbero andate le cose, senza chiedere ai diretti interessati che potrebbero avere maggiore interesse a fornire versioni di parte, la risposta è stata unanime: “Giovanni ha fatto tutto da solo”. 

C’è anche chi, tra i presenti all’ultimo “scontro”, non perde l’occasione per riportare la memoria a scene simili che si sarebbero verificate in riunioni di fuoco per la scelta del candidato sindaco ma anche poi in maggioranza quando Arena divenne primo cittadino della città di Viterbo. 

Tutto sarebbe iniziato in maniera più che legittima con Arena, su posizioni politiche diametralmente opposte alla linea Romoli (che però tanto somiglia alla linea del coordinatore regionale di Forza Italia Fazzone), e pronto a intavolare una discussione politica. Per Arena è inaccettabile l’accordo con il Pd di Panunzi in Provincia, che ha permesso a Romoli di diventare presidente e avrebbe però affossato l’esperienza di Arena sindaco. La linea dell’ex sindaco è quella di mettere fine a questa esperienza e riposizionare Forza Italia nel centrodestra. Nel suo ragionare avrebbe accusato Romoli di un uso personale del partito al fine di garantirsi la rielezione a presidente della Provincia all’interno dello stesso schema Forza Italia – Pd da estendere ai “frontiniani”. 

Poi la discussione politica sarebbe diventata altro. “Giovanni è buono fino al punto in cui non ragiona più”, è il commento che qualcuno dei presenti ci consegna della serata. Il clima intorno ad Arena dentro Forza Italia non è certamente dei migliori e anche a sentire i commenti di molti sarebbe sempre più isolato. Probabilmente tenterà il tutto per tutto al prossimo congresso (c’è chi parla di una sua candidatura come segretario del comune capoluogo) ma le possibilità di riuscita, a chi mastica la politica locale, sembrano essere prossime allo zero. Dopo la sfuriata dell’altra sera quindi per Arena potrebbe essere rimasto il “canto del cigno” dell’ultimo congresso. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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