Tornano ad aprirsi i portoni della Banca d'Italia su via Marconi, imprenditori impegnati in sopralluoghi
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Non sveleremo nomi e prospettive, perché in questo momento non è il caso. Serve a ognuno il giusto tempo per elaborare le proprie decisioni e non è opportuna una pressione mediatica. La notizia che ci interessa, in questo momento, è l'interesse reale verso il centro storico di Viterbo da parte di investitori. 

VITERBO – Primi sopralluoghi alla Banca d’Italia di via Marconi da parte di potenziali acquirenti. I portoni della bellissima struttura che affaccia su via Marconi sono tornati ad aprirsi proprio in questi giorni. Roba da imprenditori, naturalmente.

Non sveleremo nomi e prospettive, perché in questo momento non è il caso. Serve a ognuno il giusto tempo per elaborare le proprie decisioni e non è opportuna una pressione mediatica. La notizia che ci interessa, in questo momento, è l’interesse reale verso il centro storico di Viterbo da parte di investitori.

La sede viterbese di Banca d’Italia è stata messa ufficialmente sul mercato da poco, con un prezzo di partenza di 2,6 milioni di euro e una tempistica per presentare le offerte che scade il 13 agosto. E’ chiusa dal 2016 ma in ottime condizioni. Si tratta di 7mila metriquadri nel cuore della città. Quattro piani cielo-terra e due sotto. Non è stata solo una banca. All’interno anche 1174 metriquadri a residenziale (sei unità abitative).

E i portoni hanno iniziato ad aprirsi di nuovo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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