Torna la "banda pazza" di Brain Juice, questa sera alle 21 su TLN
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VITERBO - I lettori de La Fune potranno tranquillamente godersi lo spettacolo dallo streaming in onda dalla home del giornale. I migliori auguri agli amici di Brain Juice da tutta la redazione de La Fune. 

VITERBO – Delirio e follia in televisione. Su Telelazionord aprono baracca quelli di ‘Brain Juice’. Pazzoidi con spuntature di genio che videro la nascita in quel di Radio Verde. Hanno fermentato in qualche anno di silenzio e ora la frittata è fatta. Questa sera, ore 21, tutti sintonizzati sui canali 629 o 675 del digitale terrestre.

Mammo Rappo, Riccardo Scorsino, Michele Villetti, Fortunato Licandro, Maurizio Bernini e Paolo Reali si stanno preparando da giorni a tirarne giù di ogni. Il successo di pubblico si annuncia già clamoroso. Non resta che accendere la televisione per verificare o in alternativa collegarsi su Facebook alle pagine del network che trasmettono i contenuti di TLN.

I lettori de La Fune potranno tranquillamente godersi lo spettacolo dallo streaming in onda dalla home del giornale. I migliori auguri agli amici di Brain Juice da tutta la redazione de La Fune. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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