Torna il Viterbo Music Festival e a raccontarcelo è uno dei suo fondatori
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Il Viterbo Music Festival non è il solito festival: è un concentrato di musica, street food, mercatini e buona energia che trasforma Viterbo in un piccolo universo a sé. Ce lo ha raccontato uno dei suoi fondatori, Francesco Schirripa.

VITERBO – Stanno per tornare le energie che attraversano Viterbo, un filo rosso che lega musica, comunità e territorio. Parliamo del Viterbo Music Festival, la naturale evoluzione di un percorso iniziato quasi dieci anni fa con il primo timido e romantico esperimento di un concerto per artisti locali. Oggi quella scintilla è diventata un progetto ambizioso e inclusivo, pronto a raccontare la Tuscia al resto del Paese.

Un ormai lontano 2016, e tutto ebbe inizio proprio lì, con un evento che voleva dare spazio ai talenti della zona. Ma fu nel 2017 che la storia prese forma: il primo Encore Festival al Parco del Paradosso, l’onda lunga dell’indie italiano, e sul palco nomi come Gazzelle, Canova, e il DJ White Trash (già al fianco di Coez). Dietro le quinte? Solo giovanissimi, mossi dal desiderio di portare a Viterbo l’atmosfera viva e autentica dei concerti romani che tanto amavano.

Gli esordi

La prima edizione fu tutto fuorché semplice. Un imprevisto tecnico rese inutilizzabile il palco principale: servì inventiva e nervi saldi per rimettere in piedi la serata, con una struttura improvvisata di bancali. Quella che doveva essere una débâcle si trasformò in una notte indimenticabile. Un’esplosione di energia collettiva che da allora rappresenta l’anima stessa del festival: un luogo dove ci si sente parte di qualcosa.

Ma entriamo nel vivo. E lo facciamo chiedendolo a uno dei volti che ruotano attivamente, e non come fantasmi, dietro le quinte della musica vissuta come esperienza: Francesco Schirripa.

Quale filosofia anima il festival?

“Viterbo Music Festival porta avanti con coerenza un’idea: mettere la Tuscia al centro. Non solo ospitando artisti di richiamo nazionale, ma costruendo un ecosistema dove i talenti locali trovano spazio e visibilità. I ‘big’ condividono sempre il palco con musicisti emergenti della zona, scelti tramite contest aperti, in sinergia con realtà come Eco Sound (Caprarola), Note di Luppolo di San Martino al Cimino, FDB (Fabbrica di Roma), ATB Montefiascone e i festival di Faleria”.

E i big? Come vengono selezionati?

“C’è un’idea precisa: intercettare le tendenze prima che diventino mainstream. Così sul palco sono passati artisti come Achille Lauro, Coma_Cose, Pinguini Tattici Nucleari, quando ancora Sanremo era un orizzonte lontano. Accanto agli emergenti, non sono mancati nomi iconici come Noyz Narcos, a conferma di un programma capace di parlare a un pubblico trasversale, dai ragazzi ai genitori. Che è quello a cui aspiriamo”.

Un impegno che va oltre la musica, quest’anno vi accompagna un nobile gesto…

“Abbiamo deciso di destinare 5 euro per ogni abbonamento (28 euro il costo) alla ricostruzione della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, colpita da un grave incendio. È un gesto concreto, che rafforza il legame tra festival e città. L’accessibilità resta al centro: i biglietti per le singole serate hanno prezzi popolari (10 euro venerdì, 25 euro sabato), per permettere a tutti di partecipare. Abbiamo sempre lavorato in sinergia con gli studenti e continueremo a farlo”.

Organizzare un festival in una città come Viterbo. Quali sono le sfide?

“Non è un’impresa facile. La vicinanza di Roma complica i rapporti con le agenzie, concentrate sulla Capitale. La burocrazia, i limiti di orario e le difficoltà logistiche hanno imposto il trasferimento alla Fiera di Viterbo, l’unico spazio oggi capace di accogliere serate che si protraggono fino a notte fonda. Ma il sogno rimane: riportare la grande musica nel cuore del centro storico, dove tutto è cominciato”.

Un’esperienza che va oltre il palco

Il Viterbo Music Festival non è solo un cartellone di concerti, ma un’idea più ampia di evento, capace di trasformare Viterbo in un luogo di incontro e condivisione. Saranno presenti: food village, bar, local market e animazione. Un festival che vuole essere uno spazio inclusivo e aperto, in cui la musica diventa occasione per scoprire, partecipare e sentirsi parte di una comunità. Perché un festival è questo: un progetto che si costruisce giorno dopo giorno, senza fretta, con la forza delle idee e delle persone che lo vivono.

Prossimi appuntamenti

20 giugno – Contest per artisti locali, seguito da: Karaoke 90/2000, LUDWIG e Big family Dj set
21 giugno – Il vincitore del contest aprirà il concerto di Anna, a seguire Safari Tribe by Big Family

Aspetta, qualche altro nome? “Non posso dirlo. Però posso anticipare che potrebbe esserci un ritorno e una giovane promessa del rap”.

Ci facciamo bastare questo, ma intanto corsa ai biglietti, disponibili su TicketONE ed EXCEED.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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