
Break the chain, spezza le catene. È il grido che lancia anche quest’anno il centro antiviolenza Erinna per invitare la cittadinanza a scendere in piazza per il One Billion Rising. Perché one billion? Perché un miliardo di donne hanno subito o subiranno violenze nell’arco della loro vita, in pratica 1 su 3. Come un anno fa il 14 febbraio 2014 anche Viterbo aderirà alla manifestazione che a ritmo di musica collegherà tutte le piazze del mondo in un ballo coordinato da un un’unica coreografia. Per prepararsi a questo appuntamento le volontarie di Erinna stanno aiutando a diffondere i passi di danza attraverso il web e con delle prove collettive (per poche persone) che si svolgono presso il centro antiviolenza (per info onebillionrisingviterbo@gmail.com). Un ballo per la giustizia “perché – dicono da Erinna – vorremmo andare oltre, andare più in profondità, per affrontare l’impunità e la mancanza di responsabilità come fattori significativi per la perpetuazione della violenza contro le donne. Il percorso di giustizia inizia riconoscendo i modi in cui la violenza comincia e viene perpetuata; denunciando dove il patriarcato endemico e la misoginia istituzionalizzata crea una barriera alla vera giustizia. One Billion Rising per la Giustizia focalizzerà l’attenzione del mondo sul tema della giustizia per tutte le vittime di violenza di genere, perché si metta fine all’impunità dilagante che prevale a livello globale. One Billion Rising per la Giustizia è un invito a liberarsi dalla prigionia, dall’obbligo, dalla vergogna, dal senso di colpa, dal dolore, dall’umiliazione, dalla rabbia, e dalla schiavitù”.
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L’articolo è uscito nei giorni scorsi sul Corriere di Viterbo


















