Torna il One Billion Rising, anche da Viterbo un calcio alla violenza di genere
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Come un anno fa il 14 febbraio 2014 anche Viterbo aderirà alla manifestazione che a ritmo di musica collegherà tutte le piazze del mondo in un ballo coordinato da un un'unica coreografia
One Billion Rising 2013 – Viterbo

Break the chain, spezza le catene. È il grido che lancia anche quest’anno il centro antiviolenza Erinna per invitare la cittadinanza a scendere in piazza per il One Billion Rising. Perché one billion? Perché un miliardo di donne hanno subito o subiranno violenze nell’arco della loro vita, in pratica 1 su 3. Come un anno fa il 14 febbraio 2014 anche Viterbo aderirà alla manifestazione che a ritmo di musica collegherà tutte le piazze del mondo in un ballo coordinato da un un’unica coreografia. Per prepararsi a questo appuntamento le volontarie di Erinna stanno aiutando a diffondere i passi di danza attraverso il web e con delle prove collettive (per poche persone) che si svolgono presso il centro antiviolenza (per info onebillionrisingviterbo@gmail.com).   Un ballo per la giustizia “perché – dicono da Erinna – vorremmo andare oltre, andare più in profondità, per affrontare l’impunità e la mancanza di responsabilità come fattori significativi per la perpetuazione della violenza contro le donne. Il percorso di giustizia inizia riconoscendo i modi in cui la violenza comincia e viene perpetuata; denunciando dove il patriarcato endemico e la misoginia istituzionalizzata crea una barriera alla vera giustizia. One Billion Rising per la Giustizia focalizzerà l’attenzione del mondo sul tema della giustizia per tutte le vittime di violenza di genere, perché si metta fine all’impunità dilagante che prevale a livello globale. One Billion Rising per la Giustizia è un invito a liberarsi dalla prigionia, dall’obbligo, dalla vergogna, dal senso di colpa, dal dolore, dall’umiliazione, dalla rabbia, e dalla schiavitù”.

Per info controllare l’evento su Facebook

L’articolo è uscito nei giorni scorsi sul Corriere di Viterbo

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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