Torna "Il Bar a Kanto", estate libera tutti a suon di musica
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VITERBO- Torna la kermesse canora "Il Bar a Kanto", tre locali, cantanti in gara e tanta voglia di passare un'estate "libera tutti"

VITERBO- Non è estate senza musica dal vivo e senza “Il Bar a Kanto” che torna a suonare le melodie più belle in location nuove e inedite.

La formula rimane quella già conosciuta: tre locali made in Tuscia ognuno con una squadra di quattro cantanti, una giuria d’eccezione e la solita sana voglia di mettere insieme realtà piccole e grandi per una grande estate di musica.

Stessa formazione per quello che riguarda l’organizzazione della manifestazione: il musicista Pietro Paolacci, La Divina in giuria come garanzia di stile e tanti altri nomi nuovi come Angelo Deiana, Giacomo Docimo, Erika Notarangelo e Sante Paolacci.

I locali dove si terranno le kermesse canore sono Eat Viterbo, I Giardini di  Ararat e La Ballaccia dove il pubblico sarà l’assoluto protagonista delle serate. Questa una delle novità di quest’anno: pubblico più coinvolto, più presente e sicuramente più scatenato durante tutte le esibizioni canore in gara. In ogni serata ci saranno dei veri e propri momenti di game, una sorta di quiz che permetterà anche a chi ascolta di poter votare il proprio cantante preferito. 

Non solo musica nell’edizione 2021 del Bar a Kanto, infatti quest’anno “il taglio sarà molto pride e l’intera edizione sarà un baluardo per sostenere i diritti dei gay e di tutte le minoranze” queste le parole degli organizzatori. Festival arcobaleno quindi dove la bellezza della musica, dello stare insieme e del condividere si sposa con un tema importante e centrale della vita sociale di tutti noi. 

Anche in questa nuova edizione dopo lo stop dettato dalla pandemia, il punto centrale resta lo stesso: aprire alla collaborazione, al dialogo, allo scambio tra realtà della Tuscia che “gareggiano” senza competizione. Il principio dell’apertura e del dialogo come pietra miliare di questa estate che ha un sapore molto forte di libertà.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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