Torna “A Silvia”, il concorso letterario contro la violenza sulle donne
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VITERBO – Nel giorno di San Valentino l’associazione “Donna Olimpia onlus” apre i termini per la partecipazione alla quarta edizione del bando di concorso “A Silvia”, per sensibilizzare gli studenti sul tema del rispetto quale presupposto indispensabile per qualsivoglia forma d’amore.

VITERBO – Nel giorno di San Valentino l’associazione “Donna Olimpia onlus” apre i termini per la partecipazione alla quarta edizione del bando di concorso “A Silvia”, per sensibilizzare gli studenti sul tema del rispetto quale presupposto indispensabile per qualsivoglia forma d’amore.

La quarta edizione del bando di concorso “A Silvia” riservato alle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Viterbo.

Giunto alla sua quarta edizione, dal 2017 il bando è intitolato a Silvia Tabacchi,  assassinata dall’ex fidanzato nel marzo 2017.

Il bando di concorso “A Silvia”, nel suo rendere omaggio a tutte le donne attraverso il potere salvifico delle parole e la bellezza racchiusa nelle poesie, nei racconti e nelle canzoni elaborati dagli studenti, mira quindi a riallacciare un rapporto tra etica ed identità umana quale punto di partenza per educare al sentimento gli adulti di domani, sensibilizzandoli e spronandoli a riflessioni e considerazioni sul tema dell’amore vero, che non contempla alcun tipo di violenza o sopraffazione ma solo il bene della persona amata, perché

 Gli elaborati dovranno essere inviati in formato PDF modificabile all’indirizzo e-mail donna_olimpia@virgilio.it.

Il concorso si apre il 14 febbraio 2020 e il termine dei lavori è il 15 giugno 2020 alle ore 12.00. Entro tale data gli elaborati dovranno essere inviati per permetterne la selezione e l’organizzazione della loro presentazione e premiazione – che avverrà ad ottobre 2020 – durante una giornata aperta al pubblico e alla stampa.

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria organizzativa del concorso “A Silvia” all’indirizzo mail donna_olimpia@virgilio.it.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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