Torna a crescere il raccolto dell'olio della Tuscia
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Secondo una stima diffusa da Op Latium il raccolto di quest'anno sarà maggiore del 25% rispetto a quello della scorsa stagione

Buone notizie per gli uliveti della Tuscia, che durante il 2015 vedono aumentare il loro raccolto e che nella stagione 2015/2016 prevedono di aumentarlo del 25% rispetto al 2014/2015. Questa la stima previsionale fatta da Unaprol e diffusa da Op Latium, l’organizzazione dei produttori olivicoli laziali, che per quest’anno attesa il valore della produzione all’origine intorno ai 29 milioni di euro. Anche il nuovo direttore della Coldiretti, Alberto Frau, ha commentato la stima: “Una previsione destinata a migliorare, ma già soddisfacente perché certifica, con la forza dei numeri, un netto recupero rispetto alla precedente, disastrosa stagione”.

”Il settore – aggiunge Frau – è in netto recupero e le anticipazioni si prestano ad una doppia, positiva lettura perché oltre alla conferma di un graduale ritorno verso la media dei raccolti degli anni scorsi c’è anche il trionfo della qualità. L’olio dell’ultima stagione si colloca, anche grazie alle condizioni climatiche che hanno caratterizzato la scorsa estate e che sono state così favorevoli da anticipare addirittura la raccolta di un paio di settimane, tra i migliori dell’ultimo decennio”. Nel 2014/2015 le tonnellate raccolte nell’intera regione furono appena 5.685. Quest’anno il dato previsionale, suscettibile di aumento, è di 8mila tonnellate, con un differenziale del 40%. Numeri lontani dai fasti, ad esempio, della raccolta laziale del 2012/2013, con 23mila tonnellate, ma in risalita rispetto alla scorsa campagna di raccolta, che resta tra le peggiori nella storia della olivicoltura laziale”.

La preoccupazione di Coldiretti riguarda l’aumento vertiginoso di importazioni di olio dall’estero, in particolare da Tunisia e Grecia, che poi viene falsamente fatturato come italiano, imbottigliato e rivenduto come prodotto Made in Italy a scapito degli ignari consumatori. ”Le frodi commerciali si moltiplicano, bisogna stare in guardia e informarsi bene prima di acquistare. Il nostro consiglio – suggerisce Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo – è quello di leggere con attenzione le etichette e acquistare extravergini Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100% da olive italiane. Per andare ancora più sul sicuro – conclude il presidente – meglio acquistare direttamente dai produttori di Viterbo e provincia o nei nostri mercati di Campagna Amica”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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