
BAGNOREGIO – Da più di un decennio è custodita presso gli archivi del Ce.di.do nel capoluogo. I settecento anni dalla morte di Dante Alighieri stanno fornendo l’occasione giusta per un ritorno a casa, anche se a tempo.
Stiamo parlando della Bibbia appartenuta a San Bonaventura, dottore della Chiesa. Un testo dal grande significato emotivo e simbolico per i cittadini di Bagnoregio ma anche un’opera di immenso valore storico e artistico, con delle miniature bellissime.
Il ritorno è una decisione frutto del confronto tra il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli e il sindaco bagnorese Luca Profili. “E’ un grande giorno per la comunità che rappresento – così il primo cittadino -. Da tempo stavamo lavorando per concretizzare la cosa e non abbiamo mai smesso un momento di credere che si sarebbe presentata l’occasione giusta per fare un qualcosa che tutti noi bagnoresi sentiamo come molto importante.
Ho avuto uno scambio telefonico con il vescovo e ha dato il suo consenso. Ora dovremo lavorare per assicurare le giuste condizioni di tutela e custodia”.
“Abbiamo concordato, anche con il parroco don Marco Petrella, che la Bibbia in questione sarà custodita all’interno di una teca nella cappella del Santo Braccio – continua il sindaco Profili -. Come Comune ci faremo carico del necessario per realizzare un restauro dell’opera e per effettuare un lavoro di digitalizzazione della stessa. L’obiettivo quindi sarà renderla fruibile al grande pubblico nel formato digitale, in maniera da permettere a tutti di vivere il fascino di un documento storico così significativo e godere della bellezza delle miniature che contiene”.


















