Tony Pitony vince la serata delle cover a Sanremo, tre mesi fa era a Viterbo per Quartieri dell'Arte
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I viterbesi potranno dire: a Quartieri dell’Arte c’è stato. Come c’è stato il premio Nobel per la letteratura Fosse e molti altri di cui ogni giorno parlano i giornali e le televisioni e le radio nazionali e internazionali. Se a Viterbo si vuole costruire cultura "citofonare Cervo". 

SANREMO – Gian Maria Cervo aveva, ancora una volta, ragione. Tre mesi fa per Quartieri dell’Arte aveva fortemente voluto Tony Pitony. Mentre i più si chiedevano chi fosse quella serata di QdA incassava il tutto esaurito con replica. Oggi quel Tony pazzesco conquista il palco di Sanremo 2026, nella serata delle cover insieme a Ditonellapiaga.

Tony Pitony aveva regalato ai viterbesi una serata pazzesca, di chiusura per il festival di drammaturgia internazionale che, per una botta di “c” (di Cervo), nasce nel capoluogo della Tuscia e per ragioni affettive è stato mantenuto in città, nonostante le numerose attività in luoghi più significativi per l’arte e la cultura come Napoli, Bari e varie collaborazioni internazionali.

I viterbesi potranno dire: a Quartieri dell’Arte c’è stato. Come c’è stato il premio Nobel per la letteratura Fosse e molti altri di cui ogni giorno parlano i giornali e le televisioni e le radio nazionali e internazionali. Se a Viterbo si vuole costruire cultura “citofonare Cervo”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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