Tombaroli, un cinegiornale del 1963 denuncia il saccheggio del Viterbese
etruschi
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Il patrimonio etrusco, una delle principali ricchezze del Viterbese, è da decenni vittima di un'azione di saccheggio. Abbiamo ritrovato questo documentario che racconta in maniera sconvolgente un mondo irritante quanto affascinante, quello dei tombaroli.

Un documentario del 1963, firmato Istituto Luce, per raccontare il saccheggio della Tuscia a opera dei tombaroli. Un fenomeno che ancora continua nei nostri giorni e che mette in evidenza le fragilità di un intero sistema.

 

Gli etruschi rappresentano una grande ricchezza della Tuscia che non è mai stata probabilmente capita e valorizzata in maniera forte. Un patrimonio veramente sconfinato. In parte è stato riportato alla luce ma c’è ancora molto sotto terra. Intere necropoli vertono nell’abbandono e le tombe, in alcuni casi estremi, sono addirittura diventate ricovero per le pecore.

 

Gran parte di questo patrimonio di luoghi e oggetti potrebbe essere messo a frutto meglio. Farebbe la fortuna, grazie al turismo, dell’intera provincia. Manca invece una messa a sistema, una comunicazione efficace capace di attirare turisti verso il mondo degli etruschi dell’Etruria Meridionale. L’argomento è vastissimo e di sicuro torneremo a scavarlo con La Fune. Torneremo a scandagliarne i vari aspetti e a raccontarvi come stanno messe le necropoli sparse un po’ ovunque in tutto il Viterbese.

 

Non perdetevi neanche un minuto di questo breve documentario. Rappresenta un pezzo di storia importante del nostro territorio.

 


 

Per decenni i tombaroli hanno imperversato

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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