Tirò fumogeno contro la Macchina di Santa Rosa, solo sei anni per Denis Illarionov
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VITERBO – Decade l’accusa di tentata strage. Pena più mite.

VITERBO – Sei anni a Denis Illarionov, l’attentatore di Santa Rosa 2015. Il pm aveva chiesto undici anni, ma i giudici della corte d’assise hanno escluso la tentata strage e derubricato il reato sulle spalle del giovane italo-lettone alla sola detenzione di materiale esplodente.

Il pubblico ministero Chiara Capezzuto aveva sollecitato una condanna pesante. Ma i giudici Gaetano Mautone e Elisabetta Massini hanno deciso per una pena più mite per il 25enne italiano di origini lettoni.

Illarionov  era stato accusato di strage e attentato alla pubblica sicurezza per avere lanciato un ordigno contro la macchina di Santa Rosa, la sera del 3 settembre di quattro anni fa.

Su internet Illarionov l’uomo postava di tutto e di più. Compresa una sua foto con la pistola, dove farneticava di realizzare una strage di bambini.

E tra sei anni, forse anche meno, sarà libero.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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