Tiberio Bentivoglio, l'uomo che ha detto no al pizzo della 'ndrangheta a Viterbo
colpito
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Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia e imprenditore, racconta la sua storia alla città di Viterbo. Lo farà giovedì 6 aprile (alle 16,30) nella Sala Regia di Palazzo dei Priori.

Tiberio Bentivoglio, testimone di giustizia e imprenditore, racconta la sua storia alla città di Viterbo. Lo farà giovedì 6 aprile (alle 16,30) nella Sala Regia di Palazzo dei Priori.

L’incontro pubblico, organizzato dalle Rete di scuole per la legalità Giovanni Falcone in collaborazione con il Comune di Viterbo, sarà aperto dai saluti istituzionali del sindaco Leonardo Michelini e del vice sindaco Luisa Ciambella.

Il protagonista dell’incontro, Tiberio Bentivoglio, verrà presentato da un gruppo di studenti, e dopo aver raccontato la sua travagliata storia, risponderà alle domande del pubblico presente.

“Il testimone di giustizia e imprenditore reggino del ramo della sanitaria – ha spiegato il professor Ugo Longo, tra i promotori dell’incontro – dal 1992 combatte contro il racket imposto dalla ‘ndrangheta, nella sua Reggio Calabria. Numerosi incendi alla sua attività commerciale e l’attentato del 9 febbraio 2011, a cui è miracolosamente scampato, hanno cercato di piegare le sua schiena sotto i colpi criminali della mafia ma anche di uno Stato definito da lui stesso “un mammut” dormiente quando non indifferente.

Giovedì si parlerà anche del suo libro-biografia “Colpito – La vera storia di Tiberio Bentivoglio” che segna un incontro fondamentale per la sua vita: Libera gli offre ascolto e sostegno sia a livello regionale che nazionale. Finisce un periodo di isolamento e solitudine. La sua storia vissuta ci presenta le luci dell’associazionismo, della coscienza civile, dell’entusiasmo di centinaia di studenti che nel tempo l’hanno incontrato e le ombre di istituzioni e figure religiose che spesso sono venuti meno al loro mandato e alla loro vocazione.

Ringrazio il sindaco Michelini e il vice sindaco Ciambella per la sensibilità e il sostegno offerto all’iniziativa e soprattutto per aver deciso di ospitare questo incontro in una sede istituzionale come quella di Palazzo dei Priori”.

“Il Comune di Viterbo – ha spiegato il vice sindaco – condivide pienamente lo spirito di questo incontro, anche per questo abbiamo deciso di ospitarlo in Sala Regia. Ci piacerebbe vedere tra il pubblico non solo gli studenti, ma anche commercianti e rappresentanti del mondo imprenditoriale, in segno di vicinanza a Tiberio Bentivoglio. Ringrazio il professor Longo, la Rete di scuole per la legalità Giovanni Falcone e tutti coloro che si sono impegnati per l’organizzazione di questo evento, importante per chi parla e per chi ascolta”.

“Le istituzioni devono dare il proprio contributo – ha aggiunto il sindaco Michelini -. Il Comune di Viterbo apre le sue porte a questo evento per parlare alla città, e in particolar modo ai giovani. C’è bisogno di ascoltare testimonianze dirette, storie di vita raccontate direttamente dalla voce di chi ha vissuto certe esperienze. Per i ragazzi, per gli studenti, certe lezioni credo siano più educative e costruttive di molti libri”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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