Test sierologici Covid-19, nella Tuscia iniziati su personale della Polizia di Stato. Da domani anche su 366 operatori sanitari
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VITERBO - Da domani si parte con i primi 366 operatori sanitari della Asl di Viterbo.

VITERBO – Test sierologici per il Covid-19, nella Tuscia si è iniziato sul personale della Polizia di Stato.

Da questa mattina anche la Asl di Viterbo ha avviato l’indagine di sieroprevalenza per la ricerca degli anticorpi diretti verso il virus SARS- CoV-2, voluta dalla Regione Lazio, che vedrà il coinvolgimento del personale sanitario, appartenente alle forze dell’ordine, dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, dei farmacisti, degli ospiti e dei dipendenti delle Rsa.

Obiettivo: valutare la situazione immunologica di alcune comunità ristrette che, in questi mesi, hanno avuto un maggiore potenziale rischio di esposizione al virus. L’adesione al prelievo venoso è individuale e volontaria. La persona che si sottopone al test viene preventivamente informata della valenza e dei limiti dello stesso, sottoscrivendo l’autorizzazione all’utilizzo dei dati e dei risultati ai fini di attività di sanità pubblica. I numeri di adesione saranno comunicati al termine dell’indagine.

L’indagine sierologica è partita questa mattina, alla Cittadella della salute di Viterbo e a Tarquinia, con l’esecuzione dei prelievi sul personale della Polizia di Stato e si protrarrà nei prossimi giorni, secondo modalità e calendari concordati. Domani si partirà con i primi 366 operatori sanitari che saranno sottoposti al test.

I centri abilitati per l’esecuzione e per l’accettazione dei prelievi sono: Viterbo (Cittadella della salute e ospedale di Belcolle), ospedale di Tarquinia, ospedale di Civita Castellana, ospedale di Montefiascone.

La processazione dei campioni avverrà nei lavoratori analisi di Belcolle e di Civita Castellana che, da mercoledì, entreranno a pieno regime con una capacità di refertazione di circa 600 test al giorno.

In caso di positività sierologica, la persona sarà sottoposta al tampone nasofaringeo per la ricerca dell’RNA del virus SARS- CoV-2.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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