Test di sieroprevalenza per i lavoratori delle scuole della Tuscia
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VITERBO - Nello specifico, attraverso la formula dell’adesione volontaria, l’Azienda erogherà il test di sieroprevalenza a docenti, educatori, operatori di sostegno, assistenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), studenti disabili e insegnanti di sostegno.

VITERBO  – A partire dal 20 di agosto anche la Asl di Viterbo parteciperà all’indagine di sieroprevalenza della Regione Lazio che interesserà tutte le figure professionali delle scuole di ogni ordine della Tuscia fino al secondo grado (compresi gli istituti professionali), paritarie e non, dei servizi educativi per l’infanzia gestiti dallo Stato e dagli Enti locali.

Nello specifico, attraverso la formula dell’adesione volontaria, l’Azienda erogherà il test di sieroprevalenza a docenti, educatori, operatori di sostegno, assistenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), studenti disabili e insegnanti di sostegno.

In queste settimane di preparazione, la Asl, in collaborazione con l’ufficio scolastico provinciale, sta ricevendo gli elenchi del personale che ha aderito all’indagine. Ad oggi, tra docenti e non, sono 1400 le persone che hanno richiesto di essere sottoposte al test sierologico.

Da punto di vista logistico, l’Azienda sanitaria ha individuato 6 centri prelievo per l’erogazione del servizio: alla Cittadella della salute di Viterbo e presso gli ospedali di Belcolle, Civita Castellana, Tarquinia, Acquapendente e Montefiascone.

Altre modalità di erogazione del test, legate a particolari esigenze o a richieste che dovessero pervenire dagli istituti scolastici, saranno concordate e definite con i dirigenti delle strutture.

Metodologicamente il modello è quello già attivato per le indagini di sieroprevalenza al personale sanitario e delle forze dell’ordine. In caso di positività al test di siero prevalenza o in caso di presenza di anticorpi, la persona verrà sottoposta al test molecolare (tampone) per la verifica della positività al COVID-19. Tutti i dati verranno inseriti nella piattaforma nazionale. In attesa di esecuzione e referto del tampone, il soggetto dovrà osservare le misure necessarie di distanziamento.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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