Test Covid ai viaggiatori che arrivano nel Lazio in autobus, c'è paura per badanti e colf in ritorno dalla Romania
d'amato
Gli Stati Generali La Fune
ROMA - A destare preoccupazione, alla luce dell'aumento dei casi in Paesi dell'Est legati all'Italia da fenomeni di emigrazione verso l'Italia ormai consolidati, è soprattutto chi lavora accanto agli anziani e alle persone più fragili, le categorie maggiormente a rischio per il Covid 19.

ROMA – Test Covid ai viaggiatori che arrivano nel Lazio in autobus da Paesi a rischio. “Presto un’ordinanza regionale per rafforzare le misure per la sicurezza di Roma e del Lazio. La priorità è difendere il nostro Paese”, così il governatore Nicola Zingaretti.

Stesse parole sono state pronunciate, in queste ore, dall’assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D’Amato. L’obiettivo, emerso come una necessità, è quello di contenere i casi d’importazione in particolare dalla Romania, dove negli ultimi giorni si è verificato un ulteriore aumento dei contagi. 

In questi giorni sono in molti i lavoratori stranieri, a partire dalle badanti, che stanno rientrando in Italia e le rotte dalla Romania, in particolare, nel Lazio approdano a Roma soprattutto nel piazzale Tiburtino e all’Anagnina. A destare preoccupazione, alla luce dell’aumento dei casi in Paesi dell’Est legati all’Italia da fenomeni di emigrazione verso l’Italia ormai consolidati, è soprattutto chi lavora accanto agli anziani e alle persone più fragili, le categorie maggiormente a rischio per il Covid 19.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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