
VITERBO – Continua a oltranza la manifestazione di protesta degli agricoltori anche nel Viterbese. La Tuscia è uno dei luoghi più caldi d’Italia di una protesta in atto a livello nazionale e in molti Paesi europei, in primis la Germania.
Questo mercoledì è il terzo giorno di blocco della Cassia Nord a Viterbo e del casello autostradale di Orte. Da tre giorni la manifestazione, organizzata nei minimi particolari e rispettosissima delle regole, ha luogo dalle 9 del mattino alle 18 su Viterbo e dalle 9.30 alle 14.30 su Orte.
Su un volantino distribuito dai coltivatori le ragioni della protesta: “Siamo qui a manifestare nella città di Viterbo, per tutelare i diritti che riteniamo siano e stiano per essere violati e che di seguito vengono così indicati. Siamo lavoratori che pagano regolarmente le tasse nonostante sono anni che lavoriamo a ritmi estenuanti non avendo i giusti margini di guadagno. Purtroppo le ultime vicissitudini, quali la nuova legge di bilancio che non ha confermato l’esenzione Irpef, a seguito della quale gli agricoltori saranno tassati a formula piena su redditi agrari e domenicali, ci hanno costretto a scendere di nuovo in campo sperando che la nostra voce venga ascoltata. Inoltre la politica Europea , ci invita a non lavorare più i nostri terreni e soprattutto ci porta a dare le nostre proprietà ad aziende multinazionali per l’istallazione di pannelli fotovoltaici, e allo stesso tempo la politica approva la commercializzazione di farine di insetti con la proposta di autorizzazione anche per la produzione di formaggi e carni sintetiche. Non vogliamo un cibo artificiale e chiediamo a voi politici che ci rappresentate, di tutelare e salvaguardare i prodotti italiani e fermare queste leggi pericolose che mettono a rischio la sana alimentazione e il futuro di noi tutti”.
Gli agricoltori osteggiano soprattutto le politiche comunitarie. Più in generale, puntano il dito contro i politici. Particolarmente contestata la nuova direttiva che punta alla “distruzione” di un campo coltivato ogni dieci in nome della sostenibilità e delle politiche green. Lamentano in modo particolare difficoltà a fare quadrare i conti delle proprie aziende e ad andare avanti.

















