
Per un consigliere di Oltre le Mura che viene mandato via, un nuovo consigliere arriva. E’ questa la storia recente della terza commissione consiliare del Comune di Viterbo. Giovedì scorso la “defenestrazione” di Francesco Moltoni e nei prossimi giorni l’ingresso, al posto di Marco Ciorba, di Paolo Simoni.
In poche parole cambia la rappresentanza di Oltre le Mura all’interno di quella che forse è la commissione più importante, perché si occupa di un tema intorno al quale gravitano gli affari. Stiamo naturalmente parlando della commissione Urbanistica.
Fino a giovedì Oltre le Mura era rappresentata da Marco Ciorba e Moltoni. Poi Tofani ha rimosso Moltoni, mettendolo alla Cultura. E il consiglio comunale ha eletto Ciorba presidente del consiglio, facendolo di fatto dover uscire da tutte le commissioni.
Ma l’uscita di Ciorba non reintegra Moltoni, si va avanti. Tutto questo perché dentro Oltre le Mura c’è un clima da “fratelli coltelli”. Tutto originato dalle diverse scelte maturate in occasione delle elezioni provinciali. Quello è stato il luogo della frattura della forza civica che si era presentata agli elettori nel 2013 come la lista del candidato sindaco Leonardo Michelini.
La scissione è stata dettata dallo scatto in avanti di alcuni consiglieri (Tofani, Ciorba e Simoni) verso un altro soggetto politico: Moderati e Riformisti. Scatto non condiviso da Insogna e Moltoni, che sono rimasti fermi.
Dopo la partita delle provinciali e nonostante l’annuncio, sotto i giorni di quella campagna elettorale, che sarebbe nato un nuovo soggetto politico le cose si sono evolute in maniera particolare. Moderati e Riformisti è una forza politica mai nata, se non a Tarquinia. Di fatto si è rivelata una sorta di taxi politico e anziché diventare movimento capace di raccogliere i civici è stato riadattato a una sorta di confederazione.
Andando oltre alla sovrastruttura e scendendo al livello della “politica pesante” il dato vero è questo. Con le provinciali si è giocato un braccio di ferro in comune tra due mondi: “i fioroniani” e i “serra-panunziani”. In pratica l’epicentro di quel terremoto è finito sotto Oltre le Mura. Così Tofani, Ciorba e Simoni sono confluiti con il primo blocco e Insogna-Moltoni con il secondo.
E questa contrapposizione, questa morte di Oltre le Mura non si risolve con lo scioglimento del gruppo ma con il proseguo della pantomima di una forza civica a due teste. L’una contro l’altra armata.
In quest’ottica di pura lotta politica va inquadrata la rimozione di Moltoni dalla terza commissione. L’ingresso di Simoni ne è la conferma.


















