Terremoto: scuole chiuse nella Tuscia per permettere controlli di stabilità

Molti sindaci della Tuscia hanno deciso di chiudere le scuole giovedì 27 ottobre per eseguire controlli precauzionali negli edifici
Terremoto: scuole chiuse in molti Comuni della Tuscia per permettere controlli sulla stabilità degli edifici. Giovedì27 ottobre le scuole di ogni ordine e grado dei comuni diAcquapendente, Bagnoregio, Canepina, Caprarola, Civita Castellana, Gradoli, Grotte di Castro, Orte, Nepi, San Lorenzo Nuovo, Soriano nel Cimino, Vallerano, Vasanello e Vignanello rimarranno chiuse in via precauzionale per eseguire controlli precauzionali in seguito alle scosse del terremoto registrate nella serata del 26 ottobre.
Decisioni prese dopo le due forti scosse che hanno sconvolto le Marche e che sono state percepite fortemente anche nella Tuscia.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















