Terremoto, Carbognano piange Anna Maria e Luca
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Ieri sera alle 21 la comunità di Carbognano si è riunita in parrocchia per un incontro di preghiera in memoria di Anna Maria e Luca. Domani, alle 18, si svolgerà una messa per ricordarli.

Carbognano piange Anna Maria Masciolini e il figlio Luca Grondona. Il terremoto della notte tra martedì e mercoledì li ha portati via, sepolti sotto le macerie della loro casa di vacanze a Villa San Lorenzo a Flaiano (vicino Amatrice).

La donna, originaria di Roma, ma residente da tempo nel piccolo borgo dei Cimini era molto conosciuta in paese. A luglio si era spostata per un periodo di relax nel Reatino, dove da pochi giorni era stata raggiunta dal figlio Luca. Lo stesso aveva fatto ritorno da una vacanza con gli amici in Calabria.

Ieri sera alle 21 la comunità di Carbognano si è riunita in parrocchia per un incontro di preghiera in memoria di Anna Maria e Luca. Domani, alle 18, si svolgerà una messa per ricordarli.

Anna Maria lascia altre due figlie: Cristina e Veronica. Questa ultima si trova fuori Italia, in Nuova Zelanda, e sta rientrando dopo la terribile notizia. E’ toccato a Cristina il riconoscimento dei corpi. Straziato il padre del ragazzo. “Ciao Lu”, scrive un’amica del giovane sul suo account facebook. “Muore giovane chi è caro agli dei”, è il pensiero di un altro ragazzo.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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