Terremoto, anche a Viterbo tanta paura tra la gente
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La paura delle scosse sismiche di mercoledì sera, con epicentro nelle Marche, si è materializzata anche a Viterbo. Nella serata del sisma siamo usciti di casa e abbiamo attraversato la città, per vedere e ascoltare le reazioni dei cittadini.

La paura delle scosse sismiche di mercoledì sera, con epicentro nelle Marche, si è materializzata anche a Viterbo. Nella serata del sisma siamo usciti di casa e abbiamo attraversato la città, per vedere e ascoltare le reazioni dei cittadini.

Sui social network hanno iniziato a “fioccare”, dopo pochi minuti dalla prima scossa e il fenomeno è cresciuto dopo la seconda, i racconti e i commenti. La reazione più significativa? Quella di un gestore di un noto ristorante del centro storico che ha passato la notte, con la sua famiglia, all’interno del locale. “A casa mia ha tremato tutto e abbiamo paura. Soprattutto perché abbiamo un bambino piccolo. Stasera dormiremo qui, è più sicuro”.

Storie simili in un bar, dove alcuni signori sono a un tavolo a bere qualcosa. “Normalmente non saremmo usciti, domani si lavora. Però la paura è tanta, abbiamo sentito scricchiolare il soppalco del nostro appartamento e quindi siamo usciti. Aspettiamo finché resistiamo e poi facciamo rientro”, ci raccontano.

Tutti parlano delle scosse e cercano di esorcizzare lo spavento raccontando. C’è chi ha visto le ante dell’armadio spalancarsi, chi ci ha rimesso qualche bicchiere andato in frantumi e anche chi giura di aver avvertito la scossa addirittura dall’interno della propria auto.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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