
Tredici consiglieri pongono la questione di fiducia sul sindaco Leonardo Michelini. Giornata convulsa a Palazzo dei Priori dove alla fine la seduta di consiglio comunale, data per fortemente incerta alla vigilia, si è tenuta.
Al primo appello è mancato il numero legale. Assenti giustificati, per motivi di salute, Arduino Troili e Mario Quintarelli. Presenti Martina Minchella, data per assente, e Filippo Rossi. Ma la prima conta finisce con i “Michelini boys” fermi a 17. Numero buono per il secondo appello. Si decide si sospendere fino alle 16,30.
E in questo lasso di tempo tra il primo e secondo appello che si consuma un’accelerazione della situazione politica interna a Palazzo dei Priori. Le opposizioni convocano una conferenza stampa e presentano una nuova mozione di fiducia condivisa, con in calce le tredici firme necessarie per portare la questione in consiglio comunale.
Una mozione di sfiducia esiste da mesi ed è stata più e più volte sventolata in aula da Gianluca De Dominicis del Movimento Cinque Stelle. Ma quella si era fermata a dieci sottoscrizioni, numero non sufficiente. Si è quindi lavorato in accordo per scriverne una nuova, tutti insieme. E al tavolo si sono seduti anche i due consiglieri del Gal, Francesco Moltoni e Sergio Insogna, che sono dopo tante esitazioni passati all’opposizione. Anche Goffredo Taborri ha appoggiato l’azione.
Morale della favola la mozione di sfiducia dovrà essere discussa in un consiglio ad hoc, non prima di dieci giorni da oggi ed entro trenta. Per far cadere il sindaco, regolamento alla mano, occorrono 17 voti dei consiglieri. La minoranza conta attualmente 13 unità, la maggioranza 19. E’ un momento di grande fragilità per l’attuale amministrazione Michelini.
Difficilmente in consiglio matureranno i numeri necessari a dettare la caduta ma il segnale politico di questo pomeriggio è forte.


















