Terremoto, 25enne di Civita Castellana ritrovato senza vita tra le macerie
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Manuel Marini era stato dato per dispero nelle prime ore dopo il sisma, poi l'amara scoperta. Un'altra coppia di viterbesi, invece, è sopravvissuta al terremoto ad Amatrice grazie all'armadio che gli ha fatto da scudo

In mezzo alle tantissime vittime del terremoto dell’altra notte nel reatino, iniziano a spuntare anche i nomi dei viterbesi coinvolti nella tragedia. Ieri erano stati diffusi i nomi di Anna Maria Masciolini e Luca Grondona, madre e figlio di Carbognano che si trovavano ad Amatrice per un passare un periodo di relax. Oggi il nuovo nome che spunta nell’elenco è quello del civitonico Manuel Marini.

Il 25enne di Civita Castellana era stato dato per disperso, ma recentemente è stato ritrovato senza vita sotto le macerie del sisma che ha tolto la vita a oltre 100 persone nella zona. Manuel si trovava con la sua famiglia a Pescara del Tronto, quando sono stati sorpresi dalla scossa notturna. I famigliari sono fuggiti in strada, ma di lui nessuna traccia fino a questo momento.

Per fortuna non arrivano solo brutte notizie dalle zone colpite dal terremoto. Un’altra coppia di viterbesi, Enzo e Lina, in vacanza ad Amatrice, infatti, è stata ritrovata incolume sotto le macerie della propria abitazione, salvati da un armadio che gli ha fatto da scudo e dalla bombola d’ossigeno che l’uomo usava per curare una sua patologia.

Ci sono volute 5 ore di lavoro per portare in salvo la coppia, che nel frattempo aveva allertato i soccorsi grazie a un cellulare presente nella stanza. L’armadio ha fermato i detriti a 30 centimetri dalle loro teste e gli ha permesso di sopravvivere a una delle più grandi tragedie italiane degli ultimi anni.

In queste ore è andato a fare visita alla coppia don Emanuele Germani e la telefonata del vescovo Lino Fumagalli che ha voluto rivolgergli un caloroso abbraccio.

 

Don Emanuele con i parrochiani Enzo e Lina
Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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