Terme di Paliano, discussione sospesa
consiglio comunale
Gli Stati Generali La Fune
Si è arrivati a esporre il punto ma la seduta è stata sospesa. Se ne discuterà nei dettagli al prossimo consiglio comunale. La questione è piuttosto delicata perché nel progetto di prevede oltre alla realizzazione del centro termale anche di 23mila metri cubi di centro residenziale.

Terme di Paliano, avanti a piccoli passi. Il consiglio comunale ha approvato la strada di collegamento della struttura progettata dalla Free Time con la Cassia. Perplessità sono state sollevate in sala d’Ercole dall’opposizione, per la presenza in zona di una strada romana.

L’assessore all’Urbanistica Raffaella Saraconi ha garantito un interramento di mezzo metro e che della vicenda si sta occupando la Soprintendenza. La seduta di questo pomeriggio si è chiusa senza arrivare alla votazione sulla “ciccia vera”: la variante al piano particolareggiato.

Si è arrivati a esporre il punto ma la seduta è stata sospesa. Se ne discuterà nei dettagli al prossimo consiglio comunale. La questione è piuttosto delicata perché nel progetto di prevede oltre alla realizzazione del centro termale anche di 23mila metri cubi di centro residenziale.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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