Terme dei Papi scrive ai consiglieri comunali e lancia un segnale d'allarme: "Poca acqua, danni per 36 milioni di euro"
Piscina Terme dei Papi
800 Monastero
VITERBO - Il problema è un quantitativo di acqua non sufficiente allo sviluppo, tanto da perdere 36 milioni di euro. Un vero e proprio grido di allarme.

VITERBO – Il termalismo viterbese perde denari, tanti. E questo significa perdere possibili posti di lavoro e indotto turistico. In queste ore da Terme dei Papi è arrivata una lettera a tutti i consiglieri comunali dove viene rappresentata la situazione che gli imprenditori della famiglia Sensi stanno affrontando. 

Il problema è un quantitativo di acqua non sufficiente allo sviluppo, tanto da perdere 36 milioni di euro. Un vero e proprio grido di allarme.

La lettera di Terme dei Papi ai consiglieri comunali

“Constatata l’assoluta indifferenza dell’Amministrazione comunale alle problematiche determinate dalla carenza di acqua termale a disposizione dello Stabilimento Termale Comunale gestito dalla scrivente e la persistente assenza di misure idonee a contenere e, progressivamente, scongiurare il danno procurato alla gestione dello stesso, ci vediamo oggi costretti a manifestare pubblicamente il nostro sconcerto anche all’intera compagine dei membri del Consiglio Comunale, nella speranza di suscitare finalmente ascolto e adeguata considerazione.

Per meglio comprendere l’amarezza del nostro sfogo, riteniamo opportuno richiamare alla memoria almeno i fatti salienti del nostro percorso.

Socrate Sensi, Cavaliere del Lavoro, viterbese verace e precursore illuminato nel comparto commerciale della Grande Distribuzione, decise di cimentarsi, all’inizio degli anni 90, anche in un settore a lui sconosciuto, quello del termalismo intuendone le potenzialità di sviluppo e di stimolo all’economia dell’intera città. Sottoscrisse quindi un contratto di appalto tra il Comune di Viterbo e la Società gestione Terme

(S.G.T., oggi terme dei Papi spa) con successivi “Addenda” che regolavano gli accordi per la ristrutturazione, l’ampliamento e la gestione delle Terme Comunali. “Questo Stabilimento, diceva, deve crescere, evolversi e poter competere con i migliori, anche a livello internazionale!”. Coinvolse nel suo stesso entusiasmo anche tutta la sua famiglia ed immolò, sull’altare dell’agognata realizzazione del “sogno termale”, l’intero patrimonio dei suoi 50 anni di lavoro. L’iniziativa appariva alquanto temeraria, data la contingenza sfavorevole in cui versava, all’epoca, il termalismo italiano a seguito delle progressive ristrettezze delle disponibilità governative a favore del termalismo sociale, che ne determinarono a breve l’ineluttabile tramonto. Per altro verso, c’era da tener presente lo stato di degrado dell’ormai desueto stabilimento comunale termale dell’epoca, che avrebbe imposto un investimento “ardito” in prospettiva delle sfide future di un mercato sempre più competitivo e selettivo. Anche a livello sanitario, lo stabilimento termale di quei tempi mostrava ampi limiti e deficienze, risultando accreditato dal servizio sanitario nazionale per l’effettuazione della sola fango-terapia e, peraltro, nell’infima 4° categoria (la più bassa!). Non classificata e priva di accreditamento risultava, poi, ogni altra cura tipica del termalismo come le cure inalatorie, l’antroterapia (grotta), i bagni terapeutici, ed i percorsi vascolari. Fu dunque necessario allacciare, sin dall’inizio, rapporti e collaborazioni con le più blasonate università italiane e con i più riconosciuti specialisti dell’idrologia medica.

Sotto la loro guida furono effettuati innumerevoli studi clinici e lavori scientifici a supporto e validazione dell’efficacia di tutte le cure termali proposte con le acque e i fanghi viterbesi. I risultati furono eccellenti tanto che lo stabilimento termale comunale (oggi Terme dei Papi) ottenne, dal servizio sanitario nazionale, l’accreditamento in 1° categoria super per tutte le cure fondamentali tipiche. Eccellenti e davvero incoraggianti, oltre che forieri di indiscussa notorietà ed attrattiva, furono i riscontri ottenuti dallo stabilimento a livello di clientela curata (oltre 40.000 all’anno), di cure e trattamenti erogati (oltre 350.000 all’anno) e di personale occupato (circa 200). Non da oggi però il nostro entusiasmo viene mortificato senza alcuna riconoscenza e il nostro impegno incomprensibilmente frustrato e vanificato.

Alle fonti termali di approvvigionamento inizialmente riconosciute e accreditate allo stabilimento quali la sorgente principale del Bullicame (“Caldara”), ed il pozzo denominato “Pozzetto”, le quali alimentavano inizialmente lo stabilimento con oltre 40 litri/secondo, è stato inopinatamente ridotto l’apporto alla struttura a meno di 20 litri/secondo complessivi, a fronte di un fabbisogno accertato in almeno 35 litri/secondo. La congruità del suddetto fabbisogno (35 lit./s.) fu anche riconosciuta attraverso una perizia demandata dallo stesso comune di Viterbo all’Università della Tuscia già nell’ottobre 2015. Assurda e palesemente incomprensibile è stata per di più la pressochè totale eliminazione del flusso di acqua termale proveniente dalla sorgente principale del Bullicame (“Caldara”), connotazione ed autentico emblema nonché patrimonio dello stabilimento termale comunale (su cui è basato il contratto di appalto/gestione ), acqua termale derivata sin dalle origini allo stabilimento attraverso il “cordone ombelicale” della storica condotta!

L’altra fonte di approvvigionamento (“Pozzetto”), sub-concessa alla scrivente per 23/24 lt./s., non riesce a tutt’oggi ad erogare più di 19/20 lt./sec! A causa dell’insufficiente disponibilità di acqua termale necessaria al corretto funzionamento dello stabilimento siamo stati costretti al contingentamento delle cure dei reparti di fangoterapia, ginecologia, delle cure vascolari e dermatologiche e, addirittura, alla riduzione dell’orario di apertura della grande piscina termale, all’eliminazione di alcuni settori strategici (su tutti quello di fisioterapia per trattamenti di fisiokinesi e riabilitazione motoria in acqua termale, la cui domanda, se opportunamente coltivata nei più prestigiosi canali medico-assicurativi, avrebbe avuto prospettive di ampio sviluppo, soprattutto in ambito post-operatorio e sportivo).

Purtroppo in mancanza di certezze sulle disponibilità del fabbisogno di acqua termale a disposizione, risulta impossibile anche programmare qualsiasi strategia imprenditoriale, con conseguenze di pericoloso stallo imprenditoriale. Tale danno si accentua ancor di più, per l’impossibilità di attivare i nuovi reparti già realizzati con ingenti investimenti, per dare impulso alla ripresa dopo la devastante crisi pandemica”.

800 Monastero
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni
POST FB 02
domenicale post
Onda
Fune 300x300
asvis 2
monastero interno