
Il termalismo viterbese ieri ha segnato una data storica per il suo corso, quella in cui il Tar del Lazio ha dato ragione al Comune di Viterbo e dimezzato l’afflusso d’acqua nelle Terme dei Papi. Un contenzioso che andava avanti sin dal 24 luglio del 2014, quando il consiglio comunale deliberò che la struttura sarebbe dovuta passare dall’utilizzo di 40 litri al secondo a 22. Una decisione che alla famiglia Sensi, gestori dell’impianto, non andò giù, tanto da ricorrere al Tribunale amministrativo regionale.
Secondo quanto riporta il Messaggero, infatti, la famiglia che gestisce le Terme dei Papi ritiene che la quantità d’acqua termale concessa dal Comune, non basti a mandare avanti la struttura nella maniera adeguata. Il contratto originario, inoltre, prevede la fruizione di un certa quantità d’acqua che, secondo i Sensi, non poteva essere rivista semplicemente con una delibera del consiglio comunale.
Evidentemente non l’ha pensata allo stesso modo il Tar laziale, che ieri ha confermato in tutto la delibera del consiglio comunale di Viterbo. Secondo il tribunale, infatti, i gestori dell’impianto lamentano l’impossibilità di far funzionare correttamente le Terme con la metà dell’acqua, ma di fatto non spiegano tecnicamente le ragioni dell’insufficienza.
Il Tar ha poi evidenziato che le Terme dei Papi vengono gestite in maniera temporanea, visto che il contratto di gestione col Comune di Viterbo è scaduto il 31 marzo 2013, poi prorogato fino a luglio 2014. Questo, secondo il tribunale, fa decadere i criteri originari del contratto al quale il comune non è più vincolato.
In terzo luogo, infine, i giudici hanno ritenuto la delibera del consiglio comunale un atto di tutela verso il bacino idrotermale, magari anche in vista di una possibile riapertura delle ex Terme Inps, di cui si discute ormai da anni.
Il Tar con questa sentenza segna un cambio di rotta importante per il termalismo viterbese. La famiglia Sensi ora dovrà attenersi alla delibera del 2014, passando da 40 a 22 litri al secondo, mentre viene creato spazio per un modo nuovo di gestire il flusso d’acqua termale viterbese in prospettiva di tutte le idee lanciate sul tavolo negli ultimi anni.


















