Termalismo, Viterbo firma il patto di Budapest e strizza l'occhio agli arabi
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La sindaca Frontini ha candidato, a nome dell'amministrazione, Viterbo a ospitare l'assemblea dell'Associazione Europea della Città Storiche Termali che si riunirà nella primavera del 2026. Un tuffo di benessere per il settore termale viterbese. 

VITERBO – Che la città di Viterbo sia “espressione del benessere”, come recita il neonato logo della città termale, occorre farlo sapere all’Italia e al mondo. In questa prospettiva lo scorso 4 giugno la sindaca Chiara Frontini e una delegazione di imprenditori termali viterbesi sono andati a Budapest per partecipare al Congresso del Turismo Termale, che ogni anno si svolge nella capitale ungherese.

La prima cittadina fu costretta a un rapido rientro per i noti fatti dell’incendio che ha distrutto un padiglione di Agraria ma gli imprenditori hanno continuato a lavorare in maniera importante. Viterbo è tornata a casa con importanti novità, che sono state rese note solo in questi giorni perché dopo il colpo di Agraria la città ha dovuto fare i conti con la morte di un ragazzo per un incidente su viale Trieste.

Viterbo ha firmato la Dichiarazione di Budapest che impegna i sindaci aderenti a azioni di collaborazione e scambi reciproci tra le città aderenti. La partecipazione al Congresso è stato l’occasione per promuovere il termalismo viterbese e in modo particolare aprire la possibilità, presente a Budapest, del mercato arabo. Inoltre la sindaca Frontini ha candidato, a nome dell’amministrazione, Viterbo a ospitare l’assemblea dell’Associazione Europea della Città Storiche Termali che si riunirà nella primavera del 2026. Un tuffo di benessere per il settore termale viterbese.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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