
Nuova luce sulla problematica del termalismo viterbese all’incontro che ieri si è tenuto in Sala Regia. Un appuntamento nel quale sono stati esposti dati e sollevato problematiche interne alla gestione idrica dei pozzi, facendo proposte concrete sul futuro delle terme di Viterbo. L’incontro è stato fortemente voluto da alcuni movimenti cittadini, tra i quali Solidarietà Cittadina, Piazza Democratica e i lavoratori delle ex terme Inps, che ora chiedono risposte in merito al numero esatto di pozzi abusivi e al bando sulle vecchie terme dell’istituto di previdenza.
“Ho accolto questa richiesta venuta dal basso – ha detto il sindaco in apertura -, perché dobbiamo fare massa per essere concorrenziali visto che la nostra realtà termale è unica. Da questo confronto, devono nascere le condizioni utili per rendere Viterbo una città anche termale. E non esclusivamente, perché questa è solo una delle potenzialità su cui possiamo fare affidamento. Le terme sono un bene non infinito e neppure completamente rinnovabile, va tutelato il bacino termale nella sua interezza: colpendo i prelievi abusivi, monitorando quelli autorizzati, evitando sprechi e utilizzazioni improprie. Dall’altro, è necessario valorizzare questa risorsa, favorendo nuovi insediamenti e potenziando quelli esistenti”.
L’assessore Delli Iaconi, poi, ha preso la parole ed è sceso nel dettaglio: “Lo studio dell’Unitus sulle risorse a disposizione è un grido d’allarme che ci dice che l’acqua termale è un bene che non si riproduce e che se usata male poi scompare. Vogliamo che l’acqua venga usata bene per individuare la portata necessaria a mantenere le attività imprenditoriali. Teniamo sotto controllo i pozzi grazie a dei contatori. Con un’ordinanza, infatti, è stata imposta l’installazione per verificare che non siano superati i cento metri cubi annui”.
Arrivano anche i dati a rendere tutto più tutto concreto. Secondo lo studio dell’Unitus, infatti, attualmente la quantità d’acqua disponibile ammonta a circa 80 litri al secondo. Quella realmente nella disponibilità del Comune, però, si riduce a circa 50 litri al secondo (10 vanno dal laghetto, le piccole sorgenti e i pozzi in concessione, mentre altri 16 sono diretti alle sorgenti naturali e all’ex pozzo di San Sisto). Dopo questo studio, però, ora tramite un finanziamento regionale, l’ateneo viterbese dovrà compiere una ricerca più dettagliata e di carattere industriale. ”La potenzialità del bacino idrico viterbese -aggiunge il professor Piscopo, autore del precedente studio – è quantificabile in circa 150 litri al secondo, se saranno chiuse tutte le falle che attualmente limitano la portata. Sulla qualità, non ci sono dubbi: è ottima per la presenza di solfati, anidiride carbonica e idrogeno solforato. Tanto che si parla di acqua ipertermale”.
”Più acqua disponibile equivale a maggiori possibilità di investimento – ricorda Delli Iaconi -. Adesso bisogna trovare qualcuno disposto a metterci i soldi. Il bando europeo per le ex terme Inps è una realtà e, a mio avviso, potrebbe concretizzarsi nella prossima primavera quando ci saranno più certezze sia sulla quantità d’acqua a disposizione che sui fondi”.
L’assessore regionale Panunzi, chiamato in causa, assicura l’appoggio del Lazio nel progetto, tanto che già nel 2014 “abbiamo approvato la legge che concede al Comune di Viterbo la possibilità di espletare in maniera diretta la gara per la concessione del complesso termale ex Inps con cui individuare chi gestirà lo stabilimento”. Ma non è tutto. ”C’è un programma – continua Panunzi – che metterà a regime 70 milioni di euro. E’ la cosiddetta Call for proposal, presentata qualche giorno fa in Camera di Commercio. Per la Tuscia, a mio parere, sono due i campi sui quali puntare con proposte concrete: il settore termale e il distretto ceramico. Non voglio e non posso sbilanciarmi, ma mi pare di poter affermare che se si faranno le cose per bene, ci sono ottime possibilità che vengano accolti e quindi finanziati”.
Ecco quindi il piano d’azione che dovrà seguire il Comune. Dopo il censimento puntuale dell’Unitus, infatti, l’Amministrazione sarà in grado di tutelare le acque nel miglior modo, poi potrà valorizzare il complesso attraverso l’investimento dei fondi regionali e di un imprenditore che sappia gestire la cosa. Secondo Delli Iaconi, infatti, “per far partire le ex terme Inps servono acqua e soldi, poi un imprenditore che sappia metterli insieme”.
Sembrano essere calate anche le polemiche che fino al giorno prima aleggiavano su questo tavolo, per alcuni rappresentato da una sola area del Pd. La stessa Mongiardo, relatrice dell’incontro, tende a ricordare che il tavolo non è politico e non nasce da un’iniziativa del Pd. La sala gremita, inoltre, ha ricordato ancora una volta come il tema del termalismo sia ancora importante a Viterbo. In tanti, oltre gli ex lavoratori, vorrebbero vedere la rinascita delle Terme Inps.


















