Terme - "22 litri sono troppi", il 28 settembre una grande manifestazione
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In città si sta formando un gruppo determinato di persone intenzionate a farla finita con quanto è stato fatto fino a oggi sul fronte termalismo.

“22 litri sono troppi”, questo lo slogan della manifestazione che si terrà a Viterbo domenica 28 settembre. Un serpentone composto dai lavoratori delle ex Terme Inps e cittadini vari sta organizzandosi per lanciare un messaggio forte all’amministrazione comunale sul fronte termalismo. Sarà una passeggiata simbolica, da davanti i cancelli del “Mammut” di Strada Bagni ucciso negli anni Novanta partirà una passeggiata verso il Bullicame. 

Ma torniamo allo slogan. Perché “22 litri sono troppi”?. Il riferimento è alla partita che si sta giocando sulle Terme dei Papi, alla partita a dama tra la famiglia Sensi, storico gestore dell’impianto, e Palazzo dei Priori. Quel Palazzo dei Priori che in consiglio ha approvato il dimezzamento dell’acqua termale utilizzata dai Sensi e ha dato tempo entro fine anno agli imprenditori per adeguare il proprio business. Il problema è che la storica famiglia viterbese non ha preso bene la decisione e più volte ha fatto sentire la propria voce in senso contrario.

Secondo gli imprenditori in questione il passaggio dai 40 litri al secondo attualmente utilizzati da Terme dei Papi ai 22 circa farebbe collassare le attività dell’impianto. Di parere diametralmente opposto gli organizzatori della manifestazione del 28. Ecco perché lo slogan sarà “22 sono troppi”.

La decisione del Comune di ridurre l’acqua a Terme dei Papi è dovuta al fatto che la risorsa idrica a disposizione nel sottosuolo di Viterbo è limitata. L’intenzione è di frazionare dignitose quantità di acqua termale tra più imprenditori, in maniera da far nascere una vera città termale.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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