
“Terme dei papi non può utilizzare una quantità d’acqua illimitata”, così parlò il Consiglio di Stato. L’attesa sentenza sull’intrigata vicenda della quantità di acqua termale che la storica struttura, gestita dalla famiglia Sensi, è arrivata. E’ stata depositata nel pomeriggio di ieri.
Un pronunciamento piuttosto complicato che nella sostanza dice una cosa importante. Il Consiglio di Stato è infatti entrato nel merito della controversa decisione del Tar, che aveva stabilito la concessione illimitata di acqua alle Terme dei Papi. Per il Consiglio non può essere un tribunale a fissare la quantità di risorsa termale, di proprietà della Regione Lazio e in concessione al Comune di Viterbo, a disposizione di un privato. Di pari passo i giudici della suprema corte hanno stabilito che non doveva essere ammesso il ricorso di Terme dei Papi sul dispositivo che la Regione ha chiesto di mettere in campo al Comune per limitare l’acqua.
A questo punto bisogna attendere la sentenza dell’altro ricorso al Tar, prevista nel mese di maggio, con il quale Terme dei Papi chiede la cancellazione del limite di 23 litri al secondo, deciso con delibera di consiglio dello scorso luglio dal Comune di Viterbo. Ma il pronunciamento del Consiglio di Stato apre una prospettiva interessante, che lascia prevedere l’applicazione della decisione di Palazzo dei Priori.
A questo punto Terme dei Papi, che oggi – scaduta la concessione e la proroga – opera in “affidamento di custodia” fino al 2017 con ogni probabilità dovrà rivedere il suo consumo d’acqua. Il tutto in attesa di un nuovo bando nel quale sarà sicuramente fissata con esattezza la quantità d’acqua utilizzabile.


















