Termalismo, la Regione mandi uno "sceriffo" per mettere fine al far west viterbese
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Dopo venti anni di non gestione e quasi disinteresse del Comune di Viterbo sul settore termale è necessario cambiare verso. Ma gli amministratori viterbesi possono riuscire da soli nell'impresa? Forse è il caso di una presenza forte della Regione Lazio, per il rilancio del comparto a queste latitudini.
Leonardo Michelini e Antonio Delli Iaconi

Acqua termale, ci assista la Regione Lazio. La partita del termalismo viterbese dovrebbe avere un’accelerazione in questi ultimi giorni dell’anno. E’ atteso infatti il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar che autorizza Terme dei Papi a utilizzare una quantità d’acqua precisata così: “quanta ne serve per il funzionamento della struttura”.

Il Comune di Viterbo spera che i giudici fissino una unità di misura meno vaga, ma già dallo scorso luglio il consiglio comunale ha deliberato che dal 31 dicembre la società dei Sensi dovrà dimezzare la quantità d’acqua utilizzata: da 44 litri al secondo a 22 circa. I riflettori vanno quindi puntati sul 1 gennaio. Cosa accadrà? Terme dei Papi apriranno il 2015 con i lavori di adeguamento, per utilizzare meno risorsa termale, già ultimati? A quanto è dato sapere questi lavori non sarebbero neanche nel mondo delle idee. E allora, che farà il Comune all’alba dell’anno nuovo?

Domande importanti, a cui è legato il destino delle ex Terme Inps. Senza una riduzione dell’acqua a Terme dei Papi non ci sarebbe risorsa termale per le gloriose e abbandonate “Terme dei lavoratori”. Ergo difficilmente qualche imprenditore tenterebbe l’investimento. Diciamo che al massimo potrebbe sorgerci un albergo. E’ quanto mai importante che in questa fase così delicata la Regione Lazio vigili attentamente sul termalismo viterbese, per evitare che tutto si perda nelle solite pastoie che hanno insabbiato il settore per più di venti anni.

Che la gestione viterbese del settore termale sia piuttosto fragile è dimostrato da tutta una serie d’indizi. Gli annunci dell’assessore al ramo Antonio Delli Iaconi che non si concretizzano sono un qualcosa di significativo. Prima l’annuncio che entro ottobre si sarebbe aperta la gara per il rilancio delle Ex Terme Inps, e a fine dicembre ancora tutte le bocce sono ferme. Poi la vicenda del Bullicame morente, dove più volte Delli Iaconi è intervenuto a distendere il clima a fare il pompiere. Ci domandiamo: ma il Comune di Viterbo non si sente danneggiato per i problemi creati al Bullicame? Non si sente in dovere di difendere un patrimonio della città chiedendo un risarcimento, a eventuali responsabili accertati, per il danno subito?

E’ questa melassa viterbese sul termalismo, questo lasciar fare, questo far west che ci piaciono poco. Per questo chiediamo uno “sceriffo” che applichi al puntino la legge e le regole. Un ruolo che può essere giocato solo dalla Regione Lazio.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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