
Un piccolo passo per l’amministrazione comunale, un grande passo per la città. Calzano a pennello le parole degli astronauti americani con cui commentare l’allunaggio anche per sintetizzare quanto accaduto questa settimana sul fronte termale.
Un qualcosa che scotta e non certo per colpa dell’acqua. Per decenni un bene di tutti, che doveva essere messo al servizio dello sviluppo del territorio, è stato utilizzato “all’acqua di rosa”. Nessun numero consistente di viterbesi ha “svoltato” con lo sfruttamento della risorsa e l’amministrazione comunale non ha avuto benefici considerevoli per le casse comunali.
Sarebbe bello, ma è chiaro che serverebbe una classe politica autorevole e forte, aprire una commissione d’inchiesta a Palazzo dei Priori, per analizzare la complessa situazione terme di Viterbo. Ma c’è sempre speranza, magari in un futuro arriveranno amministratori illuminati e decideranno di fare piena luce su quanto accaduto per decenni.
Dopotutto in Italia va di moda fare lavorare commissioni d’inchiesta a distanze siderali dai fatti, tipo quella su Aldo Moro per esempio. Intanto cogliamo e sottolineiamo l’interessante azione del Tavolo sul Termalismo. Si è trattato di chiacchiere ma iniziare a parlare di un tema tabù può essere davvero l’inizio di un cambiamento di rotta. A questo punto a Michelini e i suoi, che hanno imbroccato una direzione lodevole, va rivolto l’appello di non lasciare tutto a “bagnomaria”.
Si godano il momento e gli applausi, magari si vadano anche a fare un bagno alle pozze per conoscere da vicino la materia, ma poi inizino davvero un lavoro serio e ordinato senza farsi tirare per la giacchetta.
Fotomontaggio: idea Roberto Pomi, esecuzione grafica Luca Appia.


















