Termalismo, la più grossa "patata bollente" in mano a Contardo
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VITERBO - Il comparto termale viterbese non parte da zero ma da realtà solide costruire da imprenditori capaci. Il problema è che sono stati lasciati troppo a lungo soli e in un quadro di confusione che di certo non va a braccetto con la floridità del business.

VITERBO – A rimpasto ancora fumante, servito a ora di pranzo giovedì 20 luglio, appare chiaro che una delle patate più bollenti sia stata messa nel piatto di Enrico Maria Contardo. Il vicesindaco si rinforza di una serie di deleghe, che vanno a sommarsi a quelle che già aveva (Bilancio, Partecipate e Verde Pubblico), e tra queste c’è il Termalismo.

“Il termalismo, l’oro di Viterbo”, è così che lo stesso assessore definisce a caldo la sua nuova delega. Per Contardo si apre quindi una partita complicata, con al centro una questione storica: il futuro delle ex Terme Inps. L’advisor Federterme presenterà il progetto di recupero entro la fine di giugno. Si parla di una struttura a vocazione ricettiva con circa 150 stanza. Ma anche di un investimento milionario, stimato intorno ai quindici milioni di euro. 

Il comparto termale viterbese non parte da zero ma da realtà solide costruire da imprenditori capaci. Il problema è che sono stati lasciati troppo a lungo soli e in un quadro di confusione che di certo non va a braccetto con la floridità del business. 

Da qui la necessità di un assessore al Termalismo che inizi davvero a giocare una partita sul settore. Dettando condizioni di chiarezza e solidità su cui gli imprenditori già esistenti possano prosperare e determinando la nascita di prospettive nuove capaci di fare emergere nuove realtà.

Per Contardo e Viterbo una sfida importante. Il tempo ci dirà se ci troveremo difronte all’ennesimo convitato di pietra o, forse per la prima volta nella storia, l’assessorato al Turismo farà davvero il suo lavoro. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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