Termalismo, il Comune si sveglia dal trentennale letargo (speriamo)
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Una delle partite più delicate del Comune di Viterbo ce l'ha in mano l'assessore al termalismo Antonio Delli Iaconi. Se si vuole riattivare davvero il comparto c'è bisogno di riportare il quadro fuori dall'anarchia che lo caratterizza ormai da decenni. Venerdì mattina una prima riunione operativa, con scelte interessanti.

Termalismo, il Comune fa un passo in avanti. Antonio Delli Iaconi, assessore in carica al ramo, ha davanti a sé un compito duro da masticare: mettere ordine e disciplina al comparto termale viterbese. Un vero e proprio far west, costituito da diversi strati di deposito di guerre a colpi di sentenze, colpi di mano e pozzi abusivi, oppure scavati a norma di legge ma mai richiusi applicando tutti i criteri previsti dalle norme.

Venerdì mattina un vertice a Palazzo dei Priori per battere un colpo, per rompere il silenzio. Incontro convocato dal Comune di Viterbo, nell’ambito del quale sono intervenute tutte le parti coinvolte a livello territoriale, insieme all’assessore al Termalismo Antonio Delli Iaconi. Oltre al direttore della miniera che ha ricostruito e ripercorso le principali fasi riguardanti il piano agricolo termale, sono intervenuti i competenti funzionari della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Viterbo.

Al termine dell’incontro si è concordato, ognuno nel rispetto delle proprie competenze, di portare avanti un’azione di monitoraggio e verifica dello stato dei vari pozzi insistenti sul territorio, sia per quel che riguarda l’esistenza o meno di concessioni, la relativa scadenza e l’uso che ne viene fatto dell’acqua termale. Nell’immediato, invece, si andrà a intervenire nei confronti di tutti quei casi di emungimenti impropri, le cui acque presentano inequivocabilmente carattere termale. Passaggio questo fondamentale per una efficace riorganizzazione del sistema termale e ancora di più per la tutela dell’interesse dell’intera città.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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