
Termalismo, il Comune fa un passo in avanti. Antonio Delli Iaconi, assessore in carica al ramo, ha davanti a sé un compito duro da masticare: mettere ordine e disciplina al comparto termale viterbese. Un vero e proprio far west, costituito da diversi strati di deposito di guerre a colpi di sentenze, colpi di mano e pozzi abusivi, oppure scavati a norma di legge ma mai richiusi applicando tutti i criteri previsti dalle norme.
Venerdì mattina un vertice a Palazzo dei Priori per battere un colpo, per rompere il silenzio. Incontro convocato dal Comune di Viterbo, nell’ambito del quale sono intervenute tutte le parti coinvolte a livello territoriale, insieme all’assessore al Termalismo Antonio Delli Iaconi. Oltre al direttore della miniera che ha ricostruito e ripercorso le principali fasi riguardanti il piano agricolo termale, sono intervenuti i competenti funzionari della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Viterbo.
Al termine dell’incontro si è concordato, ognuno nel rispetto delle proprie competenze, di portare avanti un’azione di monitoraggio e verifica dello stato dei vari pozzi insistenti sul territorio, sia per quel che riguarda l’esistenza o meno di concessioni, la relativa scadenza e l’uso che ne viene fatto dell’acqua termale. Nell’immediato, invece, si andrà a intervenire nei confronti di tutti quei casi di emungimenti impropri, le cui acque presentano inequivocabilmente carattere termale. Passaggio questo fondamentale per una efficace riorganizzazione del sistema termale e ancora di più per la tutela dell’interesse dell’intera città.


















