

VITERBO – Palazzo dei Priori è in attesa della formalizzazione dell’ok da parte della Regione Lazio per chiudere la saracinesca sul pozzo delle Zitelle. Una sorgente che da decenni ormai riversa nei campi e nel nulla, ogni giorno, 15 litri di acqua termale al secondo.
Ricchezza che con la collocazione di una saracinesca potrebbe essere mantenuta all’interno del bacino termale, che è comunicante, e quindi migliorare la situazione di altre sorgenti in situazioni di criticità. Proprio partendo da questa consapevolezza l’assessore al Termalismo Enrico Contardo ha messo tra le priorità della sua azione amministrativa la risoluzione del caso Zitelle.
Contardo si è attivato per fare ottenere al Comune di Viterbo la concessione mineraria relativa dalla Regione Lazio. Al contempo ha provveduto a che venissero stanziati 135mila euro del bilancio proprio per l’intervento sulle Zitelle. “E’ veramente questione di poco tempo ormai – precisa Contardo -. La Regione non ha nulla in contrario e stiamo solo attendendo l’ok ufficiale”
L’acqua in questione fuoriesce da un pozzo scavato nel 1952 dalla società Terni e finisce nei campi sulla Tuscanese. Nella zona doveva nascere, il progetto risale agli anni Settanta, una struttura importante. Nota a tutti come Itet, dal nome della società proponente. Niente è mai stato fatto, fino a quando la concessione mineraria della società è scaduta.

















