Termalismo, "Affidare le pozze libere a cooperative o associazioni di giovani"
carletti
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VITERBO - La prospettiva è quella di aprire degli avvisi pubblici per raccogliere i potenziali interessati. Avvisi aperti a cooperative o associazioni composte da giovani. 

VITERBO – La messa a frutto delle risorse termali del territorio per contrastare la disoccupazione giovanile. Questa è l’idea su cui la maggioranza a Palazzo dei Priori sta ragionando in questi giorni. Il modello è quello del Bagnaccio dove appunto un gruppo di ragazzi è riuscito a lavorare sodo e realizzare un’eccellenza. 

Lavoro, offerta termale di qualità a prezzi contenuti e contrasto al degrado. Questi gli obiettivi centrati dall’esperienza Bagnaccio. Tanto interessante che il sindaco Arena punterebbe a replicarla dando il “la” su altre aree di termalismo libero: il Parco del Bullicame e le Piscine Carletti. 

La prospettiva è quella di aprire degli avvisi pubblici per raccogliere i potenziali interessati. Avvisi aperti a cooperative o associazioni composte da giovani. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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