Termalismo, 107 pozzi abusivi. Chi è che ruba l'acqua?
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A ridurre l'acqua termale a disposizione per fare impresa sarebbero i 107 pozzi abusivi esistenti intorno alla "callara" del Bullicame. E' il mantra di Fausto Sensi ma anche un argomento su cui è necessario fare chiarezza.

Quello dei pozzi abusivi è il mantra di Fausto Sensi, ma è anche un tema su cui va fatta piena luce. Anche perché la questione del termalismo viterbese è roba intrigatissima e per risolverla occorre mettere mano pezzo dopo pezzo.

Ci saranno sicuramente anche questioni da affrontare e chiarire con Terme dei Papi ma l’appello che puntualmente Sensi rilancia non può e non deve essere ignorato.

All’incontro organizzato ieri mattina da Solidarietà Cittadina e Piazza Democratica l’argomento dei pozzi abusivi ha conquistato l’interesse di diversi tra i presenti. Quello che è emerso è che tale numero non è sparato a caso.

Infatti esistono delle relazioni che mettono in evidenza il triste e illegale fenomeno. In buona sostanza ci sono dei signori che ogni giorno rubano impunemente l’acqua termale.

“Hanno censito tutto – racconta Sensi -. E’ stato fatto un censimento dal professor Giuseppe Pagano nel lontano 1988. Nel raggio di 2 chilometri e 400 metri dalla “callara” del Bullicame vennero individuati all’epoca già 88 pozzi”.

E invece Daniele Cario a parlare di un più recente censimento realizzato dalla Provincia. Sulla sua esistenza concorda anche Sensi e il numero 107 sarebbe proprio contenuto in questa seconda indagine. 

A Palazzo dei Priori, alla Procura della Repubblica e alle forze dell’ordine il dovere di far rispettare la legge.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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