"Tentativo di esecuzione a Moltoni: non vogliono discutere mozione di sfiducia"
Insogna due
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Sergio Insogna interviene ancora una volta duramente per evidenziare l’inadeguatezza che, secondo lui, caratterizza Leonardo Michelini “cade dal pero, non sa mai nulla e non prende provvedimenti” e difendere il collega Francesco Moltoni per il quale è stato messo in atto un “tentativo di esecuzione”.

Situazioni grottesce e tragicomiche: maggioranza in stato di confusione e tentativo subdolo di far fuori Moltoni. “Il sindaco di Viterbo ha portato nervosismo e smarrimento”. Sergio Insogna interviene ancora una volta duramente per evidenziare l’inadeguatezza che, secondo lui, caratterizza Leonardo Michelini “cade dal pero, non sa mai nulla e non prende provvedimenti” e difendere il collega Francesco Moltoni per il quale è stato messo in atto un “tentativo di esecuzione”.

“Un tentativo di esecuzione amministrativa con tanto di plotone (scarso numericamente) che coraggiosamente si è dato alla fuga. Credo che questa azione di viltà amministrativa, sommata ad altre già esperite, chiarisca una volta per tutte di che pasta è fatto il Sindaco, che inizialmente ha permesso di usare la vicenda CEV come arma politica contro due consiglieri della sua maggioranza che stavano legittimamente contestando un sistema non condiviso e non condivisibile di gestione amministrativa e di rapporti istituzionali tra Sindaco. Giunta e Consiglieri Comunali. Le vicende ultime hanno ristretto l’obiettivo su di un solo consigliere, e qui la partita è sembrata ancora più facile e si voleva determinare la fine con molto anticipo”.

Un gesto dalla doppia valenza, secondo Insogna: “un gesto per far entrare un altro eletto più vicino a lui (al sindaco, ndr) e per far venir meno il numero delle firme per discutere della mozione di sfiducia”.

Sullo sfondo della vicenda anche l’atteso giudizio tra comune di Viterbo e l’assicurazione che non ha pagato a copertura degli ex amministratori coinvolti nella vicenda che ha portato alla condanna della Corte dei Conti. Una eventuale vittoria da parte del comune di Viterbo porterebbe al pagamento dell’assicurazione della “multa” comminata a Moltoni, al risanamento della situazione di contenzioso e quindi alla decadenza della decadenza rendendo vani gli sforzi della maggioranza di questi mesi.

“Vorrò vedere quanti consiglieri saranno disposti a discutere e decidere una esclusione definitiva dal consiglio comunale di un loro collega, sempre che nel frattempo non paghi, essendoci ancora in piedi una situazione giudiziaria fondamentale e determinante, cioè la causa tra amministrazione comunale ed assicurazione che doveva coprire gli importi richiesti dalla Corte dei Conti e che si rifiuta di farlo e la sentenza giungerà tra qualche mese.

Però se qualcuno nel frattempo lo avesse fatto decadere, come va a finire? Chi lo dovrà risarcire dei danni di vario genere e natura procurati alla sua persona? Perché qualcuno lo dovrà risarcire se ciò avvenisse. Tentativo inopportuno e subdolo che non fa altro che denunciare, oltre che scarse qualità umane di chi l’ha concepito, anche la evidente debolezza politica di chi non riesce più a fare cose normali, utili e rispettose, e non servirà respingere la mozione di sfiducia, i problemi di questa maggioranza rimarranno e ritorneranno con tutta la loro pesantezza, caoticità e criticità in tempi brevissimi.

Dopo due anni e mezzo di Governo cittadino, in una chiara situazione di difficoltà politica ed amministrativa, dobbiamo con coraggio e senso pratico poter ipotizzare di ridare la parola ai cittadini e se poi la attuale maggioranza è convinta della splendida, illuminata, coraggiosa e fulgida azione di governo di Michelini, ripresenti lo stesso candidato Sindaco, poi la fiducia o la sfiducia a Michelini gliela daranno gli elettori. La mozione di sfiducia al Sindaco serve anche a questo. Il Consiglio Comunale e la Città meritano molto più rispetto di quello che siamo stati in grado di dargli noi sinora.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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