Tennis - Serie C maschile, trionfo 5-1 della Saggini Viterbo nella finale. Tennis Club vola ai play-off nazionali
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Una giornata incredibile quella vissuta ieri al TC Viterbo, i ragazzi della serie C battono in finale lo storico e fortissimo circolo Reale Canottieri Tevere Remo e entrano tra le migliori 4 squadre del Lazio che accedono al tabellone nazionale, unico circolo a centrare l’impresa schierando solo ragazzi del proprio vivaio.

Una giornata incredibile quella vissuta ieri al TC Viterbo, i ragazzi della serie C battono in finale lo storico e fortissimo circolo Reale Canottieri Tevere Remo e entrano tra le migliori 4 squadre del Lazio che accedono al tabellone nazionale, unico circolo a centrare l’impresa schierando solo ragazzi del proprio vivaio.

Per questo il termine “impresa” sembra quasi riduttivo, non era mai successo che il circolo viterbese si qualificasse direttamente ai play-off, lo ha fatto quest’anno senza aver comprato nessun giocatore, superando formazioni che avevano fatto spesi folli e tesserato professionisti con classifiche ATP.

La squadra di punta del circolo, sponsorizzata da Saggini Costruzioni e Banca di Viterbo, è stata da subito assoluta protagonista; praticamente perfetta per l’intera stagione e ora attende il sorteggio che dirá con quali dei migliori circoli d’Italia dovrá vedersela per la promozione in serie B.

Il Canottieri Tevere Remo era arrivato a Viterbo sicuro di vincere la finale, si stava già muovendo per allestire la squadra per affrontare la serie B l’anno prossimo; si è trovato davanti un gruppo unito, per niente spaventato dalla forza dei giovani giocatori romani, anzi ancora più carico del solito. I ragazzi della Saggini sapevano di
non partire favoriti in nessuno dei 4 singolari eppure sin dai primi incontri hanno giocato ogni punto con cattiveria e concentrazione , conducendo sempre nel punteggio e nel gioco e senza dare mai all’avversario la possibilità di esprimersi al meglio, sono arrivate così le belle vittorie di Fausto Barili 6/3 6/4 sul validissimo Salomone, di Raffaele Censini 6/4 7/5 su un ottimo Daniele Orsi e di uno strepitoso Davide Guerra che regolava 6/4 6/1 Damiano Di Ienno ( giocatore che pochi anni fa era 600 del mondo nella classifica ATP). Sul risultato parziale di 3-0 arrivava l’unico
punto di giornata per la formazione romana grazie alla determinazione del giovane Gabriele Campana, che dopo aver perso il primo set 6/3 contro Luca Fondi, riusciva a reagire e a vincere 6/4 6/4 tenendo ancora accesa la speranza per la sua squadra.

Ma ora alla Saggini bastava vincere uno dei due doppi per qualificarsi ai play – off e la coppia Censini-D. Guerra ha concesso solo due games a Campana-Ruzzetti ( 6/26/0), finalmente poteva iniziare la festa: negli occhi dei ragazzi l’ incredulitá per aver  centrato qualcosa di clamoroso, in quelli del capitano Paolo Ricci un misto tra soddisfazione e orgoglio: “ Siamo felicissimi, abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, ora ci andiamo a giocare la serie B, si è rivelata giusta la decisione di puntare solo sui miei ragazzi, di fare gruppo facendoli allenare sempre tutti insieme,
cosa non scontata in uno sport individuale come il tennis. Ognuno di loro è cresciuto tanto ed è stato messo in condizione di dare il meglio di sé, decisiva anche la scelta di far valere il fattore campo giocando le gare in casa sui nostri campi in sintetico che hanno messo in difficoltá molti avversari abituati alla terra. Ringraziamo tutte le
persone che sono venute a fare il tifo per noi e lo sponsor Saggini Costruzioni sempre al nostro fianco, ora abbiamo un mese per lavorare e preparare bene i play-off “.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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