Telefonini e droga scoperti nella sezione di massima sicurezza di Mammagialla
Foto carcere Mammagialla
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “Il carcere di Viterbo è già carente di almeno cento unità. Ai Poliziotti in servizio, va tributato il riconoscimento e il ringraziamento per la loro dedizione e i loro risultati. Il rinvenimento di telefoni e droga in carcere, anche quando sono di modeste entità, sono uno strumento importantissimo per garantire la sicurezza nel penitenziario, in particolar modo quando vengono effettuati nelle sezioni in cui sono ristretti detenuti in Alta Sicurezza”.

VITERBO – Perquisizione straordinaria nelle sezioni Alta Sicurezza di Mammagialla, trovata hashish e telefonini. 

“Una perquisizione straordinaria nel carcere di Viterbo è stata predisposta ieri dal Provveditorato Regionale del Lazio ed effettuata nelle sezioni di Alta Sicurezza dal personale di Polizia Penitenziaria: rinvenuti due smartphone, due microtelefoni e sostanza stupefacente di tipo hashish”. Lo comunica Ciro Di Domenico Coordinamento Regionale FP CGIL Polizia Penitenziaria regione Lazio: “Continuano i rinvenimenti si sostanze stupefacenti e telefonini nel carcere di Mammagialla, un fenomeno reso possibile ed aggravato dalla carenza di personale di Polizia in servizio nell’Istituto viterbese ed un sovraffollamento di detenuti oltre il 35% rispetto alla capienza prevista”.

Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “Il carcere di Viterbo è già carente di almeno cento unità. Ai Poliziotti in servizio, va tributato il riconoscimento e il ringraziamento per la loro dedizione e i loro risultati. Il rinvenimento di telefoni e droga in carcere, anche quando sono di modeste entità, sono uno strumento importantissimo per garantire la sicurezza nel penitenziario, in particolar modo quando vengono effettuati nelle sezioni in cui sono ristretti detenuti in Alta Sicurezza”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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