
Buone notizie dall’Unione. Dal 2011 chiuso per lavori di restauro e messa a norma, il grande Mammut della cultura made in Viterbo sta muovendo importanti passi verso lo “scongelamento” e quindi la riapertura? Non proprio, di strada da fare ce n’è ancora ma almeno il lavoro messo in cantiere dall’amministrazione Marini sta per essere completato.
Ne dà notizia proprio l’ex sindaco di Viterbo che, dopo il sopralluogo del 22 gennaio scorso, torna sull’argomento con una nota stampa.
Il comunicato firmato dal consigliere comunale di Forza Italia 2.0 Marini
“Ritorno, dopo alcuni giorni, sul tema riguardante i lavori di ristrutturazione del teatro dell’Unione. Ho appreso del completamento della fase di controllo del progetto da parte del comando provinciale dei vigili del fuoco di Viterbo. A loro va il mio sentito ringraziamento per l’oculata attenzione rivolta al progetto che consentirà di ultimare i lavori del prestigioso teatro e potrà permettere di affrontare con speditezza l’ultima tranche di lavori finanziabili dalla Regione Lazio.
Riflessioni a margine
In pratica Marini torna a dire che lui qualcosa per l’Unione l’ha fatta e manca poco al completamento. Questo non significa che il teatro riaprirà presto. C’è infatti bisogno di ulteriori interventi. In sostanza il progetto Marini, per il quale l’ex sindaco è stato bravo a trovare i finanziamenti di copertura, consiste nel rinnovo dell’impiantistica elettrica e termica e della parte che ospita gli spettatori (platea, palchetti e buca d’orchestra). Serve un altro progetto, e di questo dovrà occuparsene la nuova amministrazione Michelini, per rimettere a norma la graticcia, il palcoscenico, il sipario e i camerini. La domanda che in un certo modo l’intervento stampa di Marini stimola è questa: la nuova amministrazione si sta facendo qualcosa per (vale la pena aprire virgolette e citarlo): “affrontare con speditezza l’ultima tranche di lavori finanziabili dalla Regione Lazio”.
Insomma, Marini i soldi per sistemare un pezzo di teatro li ha portati in città. Michelini riuscirà a finire l’opera? A Palazzo dei Priori c’è già un piano o rischiamo che il Mammut rimanga congelato tra i tempi tecnici, le pastoie burocratiche e l’indecisionismo cronico della classe dirigente viterbese?


















