
Teatro dell’Unione, difficilmente aprirà a settembre. La notizia delle difficoltà a mantenere quella che era stata l’indicazione del sindaco Leonardo Michelini ha iniziato a circolare nel pomeriggio di ieri.
Subito si è pensato ai cordoni stretti della borsa dei soldi, ma la questione dei ritardi dovrebbe essere cercata altrove. A rallentare l’iter che deve portare alla riapertura dell’Unione sarebbe la difficile situazione che l’amministrazione attuale sta vivendo all’interno degli uffici.
L’operazione ‘Vento di Maestrale’, che ha coinvolto il dirigente dei Lavori Pubblici Ernesto Dello Vicario e il ragioniere capo Stefano Quintarelli, ha praticamente determinato una rotazione dei dirigenti e spostamenti anche del personale. Tutto questo si ripercuote sulle pratiche e sul lavoro da portare avanti.
Ricordiamo che al teatro dell’Unione i lavori mancano del completamento della terza fase: opere di adeguamento degli impianti tecnologici e lavori di messa a norma. Interventi per i quali servono circa un milione e 300mila euro, soldi che comunque la Regione Lazio ha garantito.
Più che un problema di fondi i ritardi nei lavori dell’Unione svelano un’altra criticità: quella della funzionalità della macchina burocratica. Funzionalità ridotta dalle recenti vicende e che lascia presagire problemi anche su altre questioni.


















