Teatro Unione, slitta l'apertura fissata per settembre. Il problema è negli uffici comunali
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Il problema però non sarebbe legato a mancanza dei soldi necessari al completamento dei lavori. La vera questione sembrano essere gli uffici, rallentati dalle rotazioni dei dirigenti rese necessarie dagli effetti dell'operazione 'Vento di Maestrale'.

Teatro dell’Unione, difficilmente aprirà a settembre. La notizia delle difficoltà a mantenere quella che era stata l’indicazione del sindaco Leonardo Michelini ha iniziato a circolare nel pomeriggio di ieri.

Subito si è pensato ai cordoni stretti della borsa dei soldi, ma la questione dei ritardi dovrebbe essere cercata altrove. A rallentare l’iter che deve portare alla riapertura dell’Unione sarebbe la difficile situazione che l’amministrazione attuale sta vivendo all’interno degli uffici.

L’operazione ‘Vento di Maestrale’, che ha coinvolto il dirigente dei Lavori Pubblici Ernesto Dello Vicario e il ragioniere capo Stefano Quintarelli, ha praticamente determinato una rotazione dei dirigenti e spostamenti anche del personale. Tutto questo si ripercuote sulle pratiche e sul lavoro da portare avanti.

Ricordiamo che al teatro dell’Unione i lavori mancano del completamento della terza fase: opere di adeguamento degli impianti tecnologici e lavori di messa a norma. Interventi per i quali servono circa un milione e 300mila euro, soldi che comunque la Regione Lazio ha garantito.

Più che un problema di fondi i ritardi nei lavori dell’Unione svelano un’altra criticità: quella della funzionalità della macchina burocratica. Funzionalità ridotta dalle recenti vicende e che lascia presagire problemi anche su altre questioni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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