Teatro Unione, Michelini a Roma: ipotesi gestione all'Atcl per un anno di sperimentazione
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L’ipotesi di assegnare il teatro all’Atcl è più di una ipotesi. A conferma di ciò il viaggio ieri pomeriggio nella Capitale anche per discutere di come gestire il Teatro dell’Unione riaperto dopo 7 anni di chiusura.

Michelini e Delli Iaconi ieri a Roma per parlare del Teatro. L’ipotesi di assegnare il teatro all’Atcl è più di una ipotesi. A conferma di ciò il viaggio ieri pomeriggio nella Capitale anche per discutere di come gestire il Teatro dell’Unione riaperto dopo 7 anni di chiusura.

Il Sindaco e l’assessore alla cultura del Comune di Viterbo stanno trattando con l’Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio la possibilità di darlo in gestione. La notizia, già annunciata, ha trovato conferma nella giornata di ieri.

L’ipotesi è quella di affidare il teatro per almeno un anno in via sperimentale ad un organismo partecipato anche dal Comune di Viterbo, espressione della Regione Lazio, per capire i costi e le necessità della struttura. Entro il mese di giugno la decisione finale per poter permettere all’eventuale affidatario, appunto l’Atcl, di lavorare per organizzare una stagione teatrale a partire dal prossimo autunno. Magari anche con il coinvolgimento delle realtà locali. Ma si vedrà.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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