Teatro Unione, Carramusa: "Buona l'idea di far sedere tutti gli operatori teatrali intorno a un tavolo"
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Ma la questione numero uno, come bene sottolinea Carramusa è quella dei soldi. La partita dei fondi a disposizione. Per questo è importante che si inizi a lavorare per mettere in piedi un progetto ampio e condiviso con tante realtà del settore operanti in città.

Futuro del Teatro Unione, l’annuncio del direttore artistico del festival Quartieri dell’Arte Gian Maria Cervo ha generato un bel rumore. Al centro la partita della gestione dell’importante struttura teatrale, tema su cui sarebbe bene che il Comune di Viterbo avviasse già da ora un ragionamento e un percorso.

E’ intervenuto sui social anche Gaetano Carramusa, importante imprenditore che si occupa di strutture per eventi e spettacoli.

“Una gran bella idea – è il suo commento -. Certo che l’ipotesi di far sedere intorno a un tavolo tutte le associazioni e le imprese dello spettacolo per condividere un progetto comune sia di difficile realizzazione. Non è mia abitudine commentare post di questo tipo ma credo proprio che un’operazione del genere debba passare attraverso un bando piuttosto “complesso”. A meno che qualcuno non si presenti con un ampio progetto condiviso. E quindi sorge spontaneamente una domanda: ma i soldi chi li mette? Se coloro i quali leggono il commento ne hanno cultura dovrebbero sapere quanto costa gestire a regime una struttura teatrale tipo quella dell’Unione. Pertanto capite prima chi paga e poi se ne riparla. Di certo chi ha le idee se le tiene. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Auguri per il progetto”.

Molto probabilmente i lavori di rifacimento dell’Unione saranno completati entro un anno. Un tempo stretto per ripensare all’apertura di un teatro che ha ospitato l’ultimo spettacolo nel 2011. La città ha rimosso l’Unione dalle proprie abitudini e non c’è un pubblico esteso di appassionati al genere. Va quindi improntato un lavoro serio e organico, fatto di sinergie e capace di mettere a sistema pezzi di questo tipo di mondo.

Ma la questione numero uno, come bene sottolinea Carramusa è quella dei soldi. La partita dei fondi a disposizione. Per questo è importante che si inizi a lavorare per mettere in piedi un progetto ampio e condiviso con tante realtà del settore operanti in città.

 

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