Teatro Unione, Antoniozzi riesce nell'operazione rinascita
Alfonso Antoniozzi
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VITERBO - 67 alzate di sipario, 12 sold out, 2 sold out per il Teatro dei ragazzi, 21.500 spettatori per tutti gli eventi del Teatro dell’Unione. Questa è la fotografia scattata questa mattina in conferenza stampa dall'assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi, dal sindaco Chiara Frontini e dai rappresentanti di Atcl. 

VITERBO – 67 alzate di sipario, 12 sold out, 2 sold out per il Teatro dei ragazzi, 21.500 spettatori per tutti gli eventi del Teatro dell’Unione. Questa è la fotografia scattata questa mattina in conferenza stampa dall’assessore alla Cultura Alfonso Antoniozzi, dal sindaco Chiara Frontini e dai rappresentanti di Atcl. 

“Una poliedrica stagione di Danza e grandi nomi del panorama artistico, teatrale e cinematografico tra cui Sabina Guzzanti, Giorgio Tirabassi, Daniel Pennac, Anna Foglietta e tanti altri”, continua il racconto. Morale della favola è che bisogna dare a Cesare quello che è di Cesare e ad Alfonso quello che è di Alfonso. E sul teatro è difficile che un uomo di teatro possa non fare bene.

Così il bellissimo Unione, caduto in disgrazia per lunghissimi anni, torna di fatto a respirare. Per la prossima stagione le cose saranno ancora più in grande ma niente ancora trapela dalle parti dell’Assessorato alla Cultura. Anche se a breve arriverà la conferenza stampa di presentazione del tutto e non mancheranno le sorprese. La più importante sarà data dal fatto che l’Unione ricomincerà dalla prossima stagione a guardare oltre i confini di Viterbo alla ricerca di pubblico. Un qualcosa che, se dovesse funzionare, aiuterebbe a dare respiro anche al centro storico e ai suoi locali. 

Intanto Frontini, Antoniozzi e tutta la città si godono i risultati portati a casa nella stagione appena chiusa. Una stagione contraddistinta dall’assoluta professionalità di ATCL, che sta gestendo con attenzione e cura il teatro cittadino. Basta andare a vedere uno spettacolo per rendersi conto della cura che viene messa anche nei dettagli, con una capacità di essere accoglienti davvero significativa. 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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