Teatro Unione, 250 mila euro in bilancio per coprire due anni e mezzo di gestione
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Una cifra non certo entusiasmante ma figlia dei tempi di magra che si stanno affrontando. Chi si aggiudicherà la gestione, vincendo il bando che dovrà essere pubblicato, dovrà lavorare d'ingegno e mettere a sistema contatti personali e capacità di reperire altrove ulteriori risorse.

Teatro Unione, in bilancio sono previsti 250mila euro in due anni e mezzo. Questa la “puntata” che l’amministrazione Michelini ha intenzione di fare sulla riapertura dello storico teatro cittadino.

Una cifra non certo entusiasmante ma figlia dei tempi di magra che si stanno affrontando. Chi si aggiudicherà la gestione, vincendo il bando che dovrà essere pubblicato, dovrà lavorare d’ingegno e mettere a sistema contatti personali e capacità di reperire altrove ulteriori risorse.

Le linee guida su cui sarà costruito dai dirigenti, su indicazioni degli amministratori, il bando per l’individuazione del gestore e del direttore artistico saranno centrali per tracciare il futuro dell’importante teatro cittadino.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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