Teatro. Lesson number 1: gli amministratori hanno ascoltato gli operatori, ma non cambierà nulla
Consiglio teatro
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Questa mattina l’amministrazione comunale ha ascoltato durante un Consiglio comunale aperto gli operatori culturali che si erano iscritti a parlare in merito alla gestione del Teatro Unione

Cos’è un teatro, lesson number 1. Questa mattina l’amministrazione comunale ha ascoltato durante un Consiglio comunale aperto gli operatori culturali che si erano iscritti a parlare in merito alla gestione del Teatro Unione. Le idee dell’amministrazione hanno fatto discutere e gli interventi di Gian Maria Cervo, Alfonso Antoniozzi e Paolo Manganiello hanno gettato una luce nel Consiglio comunale. Innanzitutto sulla consapevolezza di ciò che può e deve essere un teatro. Dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista del ruolo che può avere in città in termini di inclusione sociale, sviluppo culturale e pure economico. La maggioranza ha taciuto a lungo.

L’idea dalla quale si parte è quella della “gestione senza bando all’Atcl – come ha spiegato l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi – per realizzare una stagione teatrale”. Idea che si è sviluppata aggiungendo la possibilità di realizzare un bando per individuare una Compagnia stabile del Teatro dell’Unione” che possa correre per ottenere dei finanziamenti da parte della Regione e del Mibact.

Si tratta di un compromesso tra l’ipotesi proposta dall’amministrazione, ovvero la stagione affidata all’Atcl, e quella di Gian Maria Cervo, ovvero quella di realizzare un Centro di produzione che possa accedere ai finanziamenti del Mibact e che possa alzare il sipario del Teatro quasi quotidianamente.

Grande discussione hanno suscitato le analisi tecniche di Alfonso Antoniozzi che ha criticato l’idea di spendere 17.000€ ogni volta che l’amministrazione deciderà di aprire il teatro. Di fatto, l’affidarsi a un service per costruire un ring, affittare le luci e tutto quel che serve per andare in scena è una fregatura. “Mi auguro – ha detto – che l’amministrazione possa fare un investimento per comprare 50 luci. Nel teatrino di Caprarola il Comune ne ha messe 20”. Antoniozzi ha poi cercato di far capire quale possa essere il ruolo di un teatro in Città e la differenza, in termini di valori economici e culturali, tra una sala che produce e una che ospita. Invano?

Paolo Manganiello ha sottolineato la necessità di coinvolgere le realtà del territorio, allargando lo spettro di quelle considerate anche a quelle che si occupano di laboratori con le classi svantaggiate: dai disabili agli ex tossicodipendenti.

La minoranza consigliare, che ha richiesto il Consiglio, ha attaccato l’amministrazione accusandola di non aver fatto abbastanza per programmare e ha sollecitato un confronto in Commissione “per non perdere il treno del 31 dicembre”. Ovvero la scadenza dei bandi ministeriali.

Infine le parole del sindaco Leonardo Michelini e dell’assessore Antonio Delli Iaconi che hanno difeso il proprio operato e le scelte fatte, che non vanno nell’ottica dell’affidamento della gestione del Teatro, che così rimarrà uno scatolone vuoto e sarà aperto solamente quando sarà ora di fare lo spettacolo. La gestione verrà dopo. “È ovvio – ha spiegato Delli Iaconi – l’intenzione è di fare un bando per il gestore, ma quando sarà completato del tutto”. “Non è giusto – ha detto criticando Gian Maria Cervo, che a sua volta aveva criticato l’Atcl – parlare male dei propri concorrenti in loro assenza. Tra un anno vedremo che hanno fatto. Demonizzare a prescindere è un gioco che non appartiene alla democrazia”.

Chiusura del sipario. La lezione è finita, ma non è chiaro a cosa sia servita.

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