Teatro Genio, Barbieri: "Pronti ad affidarlo anche per 40 anni"
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Il Genio è sicuramente uno di questi. "Se rimane chiuso non serve a nessuno e sicuramente non alla città. Sono disposto a mettermi a tavolino e costruire insieme una strada per restituirlo all'arte e alla cultura". 

VITERBO – “Il Genio deve essere riaperto, siamo disposti a darlo in affidamento anche per 40 anni”. L’appello viene dall’assessore al Patrimonio di Palazzo dei Priori Paolo Barbieri.

Da quando è entrato a fare parte della giunta Arena impiega il suo tempo per mettere ordine nelle carte che riguardano i beni dei viterbesi e sta predisponendo un faldone con tutta la documentazione fotografica. Tra i suoi impegni anche quello di incaricare tecnici per le stime dei valori, così da conoscere a quale prezzo mettere sul mercato pezzi di patrimonio di cui il comune non saprebbe cosa farsene. 

Il Genio è sicuramente uno di questi. “Se rimane chiuso non serve a nessuno e sicuramente non alla città. Sono disposto a mettermi a tavolino e costruire insieme una strada per restituirlo all’arte e alla cultura”. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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