Teatro FITA, domenica è di scena La spallata
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VITERBO - La manifestazione, organizzata dal Comitato provinciale Fita di Viterbo, ha avuto il patrocinio della Provincia e del Comune di Viterbo, della FITA Regione Lazio e si avvale del contributo di alcuni operatori economici locali che hanno creduto nel festival.

VITERBO – Al giro di boa il festival di teatro FITA XXIII Premio Città di Viterbo. Domenica 28 ottobre alle ore 18, presso l’auditorium dell’Università della Tuscia (Santa Maria in Gradi, ingresso da via Sabotino) andrà in scena il terzo dei sei spettacoli in cartellone. L’Associazione Culturale IL Teatro di Roma presenterà “La spallata”, un lavoro di Gianni Clementi per la regia di Salvatore Margiotta.

La manifestazione, organizzata dal Comitato provinciale Fita di Viterbo, ha avuto il patrocinio della Provincia e del Comune di Viterbo, della FITA Regione Lazio e si avvale del contributo di alcuni operatori economici locali che hanno creduto nel festival.

“La XXIII edizione, iniziata lo scorso 14 ottobre – ha spiegato il presidente provinciale FITA Bruno Mencarelli – si chiuderà con le premiazioni presso la sala Regia del Comune di Viterbo, il prossimo 2 dicembre alle ore 11,00. Spettacoli che hanno “incollato” sulle poltrone il pubblico viterbese e che siamo certi avranno ancora nel prosieguo validi consensi, all’insegna del divertimento, anche se con qualche punta di amarezza. La Spallata trasporterà lo spettatore nella borgata romana di Torre Angela nel pieno degli anni 1963, dove tra mille contrasti intergenerazionali e di pensiero, i più giovani tenteranno di cavalcare l’onda del boom economico in cerca del riscatto sociale.

Una commedia intensa, ricca di umanità, affascinante e straordinaria come solo può essere la realtà, si ride insieme a personaggi veri e credibili che si muovono in un mondo esilarante, imprevedibile, alla ricerca di sogni perseguiti ma inesorabilmente infranti”.

L’edizione 2018 del festival è la seconda dedicata alla memoria di Francesco Mencaroni. Info biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro, soci Fita 6 euro. Info e prenotazioni: 333 3411866.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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